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Pagina 13 di 15 SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO Gli ispettori della Digos con i tecnici dell’Arpa trovano alcune radiazioni che si esauriscono dopo 5 mila 560 anni. E’ il piano superiore a preoccupare di più, dove c’è l’americio 241. Ma deposito, secondo gli ispettori, nasconderebbe anche un mistero: un altro locale inaccessibile perché murato. Il sospetto è che ci siano altri fusti di rifiuti tossici e radioattivi. In tanti sollevano dubbi sulla legalità di quel deposito, ma Quintino De Notariis passa indenne le vicende giudiziarie. Nel 2000 viene assolto dall’accusa di aver ottenuto illegalmente l’autorizzazione per lo stoccaggio e quando lo stesso anno l’Arpa registra per un periodo di tempo radiazioni superiori ai limiti vicino al deposito, Quintino De Notariis viene assolto dall’accusa di aver messo a rischio la salute della popolazione, perché non c’è la prova, scrivono i giudici, che le radiazioni provengano proprio da lì dentro. Carte alla mano quel deposito per il passato sembra a posto. Oggi però non è più così. LUIGI PETRACCA – DIRETTORE GENERALE ARPA MOLISE Non è più consentito dall’attuale ordinamento tenere in piedi uno stoccaggio di quel tipo. Assolutamente! SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO In tanti hanno chiesto a Quintino De Notariis di sgombrare il deposito: il tribunale, il Governatore del Molise ed anche il sindaco di Castelmauro che per la cronaca era proprio il signor Giovanni, fratello di Quintino. GIOVANNI DE NOTARIIS Ho dovuto prendere il coraggio e diciamo l’iniziativa di notificare a mio fratello un’ordinanza di sgombro perché la popolazione era turbata. Questa ordinanza è stata annullata dal Tar Molise per mancanza di indicazione di un sito dove trasferire, dove trasferire il deposito. SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO Come sindaco ha firmato le ordinanze contro suo fratello, ma come avvocato in alcuni procedimenti lo ha difeso e le cause le ha vinte tutte ed il deposito è ancora là. Non ha sgomberato Quintino De Notariis perché costava troppo, circa 1 milione e mezzo di euro, non lo ha fatto la Regione per lo stesso motivo. LUCA CHIANCA Sono stati chiesti questi soldi? MAURO DI MUZIO – RESPONSABILE SANITA’ REGIONE MOLISE So che ci sono stati dei contatti con il Ministero dell’Ambiente, però non si è poi arrivati a concretizzare… LUCA CHIANCA Com’è stata possibile per 30 anni una situazione del genere? MAURO DI MUZIO – RESPONSABILE SANITA’ REGIONE MOLISE Posso dire che è una domanda che mi faccio anche io. GIOVANNI DE NOTARIIS Oggi chi c’ha la responsabilità di questa gestione qui? Cioè non c’è gestione, c’è un abbandono di rifiuti radioattivi! LUCA CHIANCA Questo da quando esattamente? GIOVANNI DE NOTARIIS Dal novembre 2007, data del decesso del dottor De Notariis, Quintino. SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO E si perché il destino cinico e baro ha deciso che l’ingegner Quintino De Notariis morisse durante una notte di vacanza a Cuba. La famiglia ha presentato un’istanza per la rinuncia all’eredità e quindi anche alla proprietà del deposito, ora lo Stato, e noi con lui, abbiamo ereditato i fusti radioattivi. MILENA GABANELLI IN STUDIO Questa storia della rinuncia solo ai fusti e non al luogo che li contiene ricorda un po’ la storia della Bad company e della Good company…comunque 15 giorni fa la Protezione Civile ha nominato un commissario, che deve prendere i fusti e metterli in sicurezza. Costo 1 milione e mezzo di euro. Dove verranno poi portati quei fusti non si sa, visto che il deposito di cui si parla da 10 anni e per il quale una task force dell’Enea aveva fatto studi approfonditi e individuato le aree idonee fin dal 2001 è ancora di là da venire. Dall’inizio di questa puntata che sentiamo parlare di Sogin, che cos’è? E’ una SpA, nata nel ‘99 da una costola dell’Enel con il compito di mettere in sicurezza le centrali, e poi iniziare lo smantellamento. Il costo viene caricato sulla bolletta della luce. Parallelamente il governo deve trovare un posto dove fare il deposito. Nel 2003, in pieno allarme terrorismo, Berlusconi dichiara lo stato d’emergenza: “Bisogna trovare un posto dove mettere tutto quello che abbiamo visto fin qua”. L’allora Presidente della Sogin, il generale Carlo Jean, viene nominato commissario straordinario ed in 6 mesi individua il sito. La decisione la prende il governo per decreto: sarà un deposito permanente, di quelli che ne esistono 2 al mondo ed hanno richiesto studi per 20 anni. Il luogo Scanzano Ionico, in Basilicata. SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO A 700 metri di profondità, si trova uno strato di sale che è lì da migliaia di anni a significare la non presenza di acqua. L’ideale per tombare le scorie, la gente del posto si infuria. A capo della protesta il sindaco Mario Altieri. Solo dopo si è saputo che aveva avuto contatti con Jean in merito al sito. Il premio nobel Rubbia è contrario alla scelta di Scanzano perché è zona sismica e perché è vicino ad una costa che viene erosa dal mare: 600 metri mangiati negli ultimi 30 anni. In poco tempo il mare si sarebbe trovato alle porte del deposito e non c’era da stare allegri! A difendere la scelta di Scanzano, scende in campo il Ministro dell’Ambiente Matteoli, che parla di studi di esperti che però nessuno ha mai visto sul posto. Eccoli gli studi degli esperti: sono 5. Il primo scrive al vicepresidente del Consiglio all’Onorevole Gianni Letta, che il sito di Scanzano può essere buono anche se a rischio sismico, conclude però invitando a fare ulteriori studi, un invito ripetuto anche dal secondo esperto. Il terzo e quarto scrivono invece che Scanzano è la scelta giusta, ma presentano due relazioni che sono una la fotocopia dell’ altra: chi dei due abbia copiato non si sa! Anche perché non sono neppure su carta intestata. Come non è su carta intestata la relazione del quinto esperto che si trova fuori sede per altri lavori ed addirittura si scusa con il generale Jean per la risposta informale. Tanto basta! Alla fine la protesta dei cittadini costringe il governo Berlusconi a tornare sui propri passi ed il 27 novembre il nome di Scanzano viene cancellato. Il giorno dopo la Basilicata viene tappezzata di manifesti con sopra scritto: “Scanzano ha vinto grazie al popolo lucano ed alla sensibilità di Silvio Berlusconi!” MILENA GABANELLI IN STUDIO Forse Scanzano era anche adatta, ma per un tipo di deposito diverso, esterno e a 300 anni, come hanno costruito in Spagna e come hanno realizzato in Francia, ma dopo aver dialogato un paio d’anni con gli enti locali e la popolazione, con trasparenza sui progetti, rassicurazioni e indennizzi. Noi abbiamo preferito la via rude, ma c’era l’allarme terrorismo. Anche per questo un paese civile ci pensa per tempo e non lascia tutta questa roba sparsa in giro per il paese. Comunque a dicembre 2003 Berlusconi si impegna a nominare un altro commissario che entro 12 mesi deve individuare il luogo adatto e promette che entro il 2008 il deposito ci sarà. E’ rimasto a palazzo Chigi fino a maggio del 2006 e di deposito non si è più parlato. La Sogin invece cosa ha fatto in quegli anni? SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO “Caro Generale…, Carissimo Comandante…, Caro Giancarlo…”, cominciavano così quasi tutte le lettere di raccomandazione o di segnalazione inviate ai dirigenti della Sogin. La richiesta è quella di un posto di lavoro per parenti ed amici di politici e di amministratori. E che in alcuni casi venivano anche protocollate. Troppe, tanto da spingere un parlamentare a chiedere spiegazioni con un’interrogazione. ALESSANDRO LONGHI – EX SENATORE La Segreteria della Presidenza del Senato presieduto da Marcello Pera, mi chiede di togliere i nomi dei politici che avevano fatto queste raccomandazioni. SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO Raccomandati o meritevoli, sta di fatto che nel 1999 il personale della Sogin ammontava a 589 persone e tra il 2003 e 2006 vengono assunti in 224. ALESSANDRO LONGHI – EX SENATORE Io ho chiesto se era vero che fra i dipendenti della Sogin c’era il figlio del viceministro Baldassarri e la nuora di Gustavo Selva, siccome ho letto poi sui giornali che questi hanno detto si che sono stati assunti, ma perché erano bravi, allora non ho nulla in contrario, penso siano bravi. SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO Tra gli assunti risulta anche la nuora di Paolo Togni, allora Vicepresidente della Sogin e Capo di Gabinetto di Altero Matteoli. ALESSANDRO LONGHI – EX SENATORE Era un’azienda di tipo familiare in qualche maniera, si. SIGFRIDO RANUCCI A questa interrogazione Lei ha mai avuto risposta? ALESSANDRO LONGHI – EX SENATORE No, mai! |
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Imprenditoria Mafiosadi Giorgio Bongiovanni E così Cosa Nostra sarebbe in ginocchio. Tra arresti più o meno eccellenti e confische dei beni questo governo annuncia che passerà alla storia come quello che ha definitivamente debellato la mafia siciliana. E potrebbe anche riuscirci, complici la disinformazione e la conseguente scarsa consapevolezza culturale delle italiche genti rispetto alla questione mafiosa. Per quanto riguarda l’ottimo risultato raggiunto sul piano militare è forse riuscito a passare in qualche trasmissione televisiva o su pochi quotidiani il dato incontrovertibile, e persino banale, che le operazioni sul territorio vengono condotte da magistrati e forze dell’ordine con immensi sacrifici e che quindi il merito sia loro e non del governo. |
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