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Pagina 12 di 15 SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO E’ con questo documento firmato nel ‘73 da Clementel, il Presidente del Cnen, l’ente che gestiva il nucleare in Italia, che ci siamo accollati le barre. Più volte abbiamo tentato anche le vie legali per ridarle indietro, ma nonostante i buoni rapporti con l’amico americano, le scorie radioattive son rimaste qui. Il fatto però che un impianto funzionasse solo per mantenere in sicurezza delle barre provenienti dagli Usa ha alimentato sospetti ed inchieste della Magistratura. L’ex procuratore di Matera, Nicola Pace, aveva scoperto che gli ingegneri di Saddam Hussein erano venuti qui per imparare le tecniche per estrarre plutonio. E poi secondo un pentito della n’drangheta, i dirigenti del centro avevano pagato per smaltire illegalmente i rifiuti radioattivi. Su tutto questo sta indagando la Magistratura. Nel corso della nostra inchiesta abbiamo raccolto la testimonianza di un ex alto dirigente dell’Enea. EX DIRIGENTE ENEA Loro tenevano anche dei fusti di plutonio e li hanno sotterrati dentro lì al sito. SIGFRIDO RANUCCI E in totale quanti fusti? EX DIRIGENTE ENEA Non lo so, non molti però significativi. SIGFRIDO RANUCCI Plutonio? EX DIRIGENTE ENEA Plutonio! SIGFRIDO RANUCCI In forma liquida o in forma… EX DIRIGENTE ENEA No, no solida. Hanno proprio vuotato i fusti sotto terra perché Trisaia non poteva tenere il plutonio come deposito. SIGFRIDO RANUCCI E stanno lì sotto? E’ sicuro questo? EX DIRIGENTE ENEA A me risulta perché questo discorso l’ho sentito mille volte da dire proprio sia dai colleghi di giù, della Trisaia, che dai colleghi di qua che sono andati a lavorare lì. So che i magistrati vanno cercando altrove queste cose però pare che siano stati sotterrati lì. Ero presente io, quando uno dei responsabili Sogin ricevette proprio una telefonata da giù da qualcuno che l’informava che erano stati ritrovati 8 fusti interrati che erano fuori bilancio, no? No, ma è tutta una follia, cioè la storia del nucleare in Italia è tutta una follia. MILENA GABANELLI IN STUDIO La fonte è autorevole e abbiamo ritenuto opportuno trasmetterla. Il punto è che quando si è partitI con il nucleare non si è pianificato nulla e poi si è andati avanti solo a parole. Intanto gli impianti ogni giorno producono rifiuti e sono in costante aumento anche quelli prodotti dai reparti di medicina nucleare degli ospedali. Ormai abbiamo riempito anche gli scantinati. Siamo a Castelmauro, un piccolo borgo del Molise. GIOVANNI DE NOTARIIS Questi che dico non sono fatterelli, sono fatterelli quelli che scrivono su internet. Le cose che scrivo io, che io dico sono argomentate. Questa è la casa dei miei avi. Capito sembra che sia abitata perché io pago persone che me la vengano a pulire tutt’oggi. LUCA CHIANCA Bella! GIOVANNI DE NOTARIIS Come se fosse abitata questa casa, e non ci stiamo da 15 anni. SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO Anche se è bella e antica, qualcosa di bizzarro quella casa la nasconde! 2000 fusti di rifiuti tossici e radioattivi che mostrano tutti i segni del tempo. A portarli qui a partire dal ‘79 è stato il fratello del signor Giovanni, Quintino De Notariis, un fisico nucleare, che dopo aver ottenuto il nulla osta dal medico provinciale, ha cominciato a stoccare i rifiuti prodotti dagli ospedali della zona. A partire dall’ ‘87 però il deposito è pieno, e la gente dopo Chernobil comincia a guardare con preoccupazione quei fusti con il simbolo radioattivo, situati in pieno centro storico. CITTADINO 1 Io abito sopra…sul quel bidone, io abito sopra! LUCA CHIANCA Ma adesso chi dovrebbe toglierli? CITTADINO 1 La Regione, lo Stato… che c…o sta nel paese…diamine! CITTADINO 2 Basta finitela con questa storia del deposito ormai siamo stanchi! Per piacere! LUCA CHIANCA Vabbè dovrà essere risolto prima o poi… CITTADINO 2 Siamo stanchi, siamo stanchi grazie. CITTADINO 3 Non parlare. LUCA CHIANCA Perché non parlare…? CITTADINO 3 Perché no. LUCA CHIANCA Perché non mi spiega…? CITTADINO 3 Ma sono 30 anni già che si dice che devono togliere, ma non lo fanno… GIOVANNI DE NOTARIIS Era in previsione un carattere temporaneo di questo stoccaggio, se non che a causa dell’inerzia degli enti preposti, Regione e anche Stato Italiano, questa temporaneità è diventata definitività e nonostante tutti gli sforzi fatti dal dottor De Notariis per ottenere un altro sito, anche facendo causa alla Regione e anche facendo causa al comune di Castelmauro da me rappresentato, questo sito non è uscito fuori. SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO Nel ‘95 ad interessarsi al deposito è persino la Digos e in seguito ad un’ispezione con i tecnici dell’Arpa, emergono preoccupazioni circa lo scarso livello di sicurezza. LUIGI PETRACCA – DIRETTORE GENERALE ARPA MOLISE Non tanto perché questi contenitori contengano un livello di pericolosità tale da determinare di per sé un pericolo per la salute dei cittadini, quanto perché un fatto calamitoso, ecco basta un incendio, basta un terremoto….. |
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Imprenditoria Mafiosadi Giorgio Bongiovanni E così Cosa Nostra sarebbe in ginocchio. Tra arresti più o meno eccellenti e confische dei beni questo governo annuncia che passerà alla storia come quello che ha definitivamente debellato la mafia siciliana. E potrebbe anche riuscirci, complici la disinformazione e la conseguente scarsa consapevolezza culturale delle italiche genti rispetto alla questione mafiosa. Per quanto riguarda l’ottimo risultato raggiunto sul piano militare è forse riuscito a passare in qualche trasmissione televisiva o su pochi quotidiani il dato incontrovertibile, e persino banale, che le operazioni sul territorio vengono condotte da magistrati e forze dell’ordine con immensi sacrifici e che quindi il merito sia loro e non del governo. |
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