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L'Eredita'
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MILENA GABANELLI IN STUDIO
Lo smantellamento di questi impianti non è solo un fatto tecnico, ma anche politico, perché
servono le autorizzazioni sulle procedure: per il decreto di disattivazione vengono coinvolti il
Ministero dello Sviluppo Economico, quello dell’Ambiente, quello dell’Interno, della Salute, del
Lavoro, delle Politiche Sociali, Regione, Provincia e Ente di controllo. Invece per il
procedimento di VIA vengono coinvolti il Ministero dell’Ambiente, quello dei Beni Culturali,
Regione, Provincia, Comune, Prefettura, Autorità di bacino. Migliaia di pagine per ogni impianto
ed a vagliarle 4 gatti piazzati dal governo negli uffici ministeriali competenti. Quindi, se per
puro miracolo, domani si dovesse identificare il sito dove piazzare tutta questa roba, mancano
ancora le autorizzazioni per smontare le centrali. E siccome non bastavano le scorie nostre, ci
siamo portati in casa anche quelle degli altri, siamo all’Itrec di Rotondella vicino a Matera.
SIGFRIDO RANUCCI
Questo è quello ad alta attività!
GIUSEPPE BOLLA – PROJECT MANAGER CASACCIA
Questi sono rifiuti ad alta attività.
SIGFRIDO RANUCCI
Cioè questi dovrebbero andare direttamente al deposito?
GIUSEPPE BOLLA – PROJECT MANAGER CASACCIA
Si e come vede sono messi in modo di poter essere anche ispezionati.
SIGFRIDO RANUCCI
Sono schermati questi?
GIUSEPPE BOLLA – PROJECT MANAGER CASACCIA
Si, si si!
FABIO CHIARAVALLI – RESPONSABILE AREA AMBIENTE SOGIN
Altrimenti non potremmo stare qui.
SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO
Altri tre metri cubi, altamente radioattivi, sono interrati in quella che è stata chiamata “fossa
irreversibile”. Ad un certo punto però si sono accorti che stava perdendo e che aveva
contaminato la falda interna al centro e allora hanno cominciato a rivestirla con il cemento.
GIUSEPPE BOLLA – PROJECT MANAGER CASACCIA
Abbiamo fatto questa impermeabilizzazione per evitare che non ci siano assolutamente
problemi di dispersione al contorno…
SIGFRIDO RANUCCI
E rimarrà lì per quanto tempo?
GIUSEPPE BOLLA – PROJECT MANAGER CASACCIA
Finchè non sarà possibile portarlo al deposito nazionale. In questo momento le previsioni sono
di partire a portarlo dal 2020.
SIGFRIDO RANUCCI
Dal 2020…?
GIUSEPPE BOLLA – PROJECT MANAGER CASACCIA
Si.
SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO
Ma qui è stato interrato anche un intero impianto che non è ispezionabile.
SIGFRIDO RANUCCI
Ma non è ispezionabile perché…
GIUSEPPE BOLLA – PROJECT MANAGER CASACCIA
Perché c’è alta attività! Nemmeno noi ci andiamo, voglio dire tutte queste manovre…
SIGFRIDO RANUCCI
Queste da fuori si può…
GIUSEPPE BOLLA – PROJECT MANAGER CASACCIA
Da fuori si, si, si, ma le vediamo, facciamo vedere le botole dai.
SIGFRIDO RANUCCI
Qui c’è il materiale liquido riprocessato?
GIUSEPPE BOLLA – PROJECT MANAGER CASACCIA
Si sotto c’è un altro sistema, c’è un altro pezzo d’impianto con pompe, valvole, eiettori, sistemi
di controllo, ecc…tutte queste operazioni però vengono fatte a distanza per problemi di dosi.
SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO
Il bello è che tutte queste scorie ad alta attività, non provengono dalle nostre centrali. Siamo
alla fine degli anni ‘60, Il governo italiano e quello americano si accordano per trasferite dalla
centrale di Helk River 84 barre di uranio. Destinazione: l’Itrec, proprio il centro pilota dell’Enea.
Gli americani ci chiedevano di recuperare uranio torio e plutonio dagli elementi di combustibile.
SIGFRIDO RANUCCI
Questo è il materiale che decade in quanti anni?
GIUSEPPE BOLLA – PROJECT MANAGER CASACCIA
Il combustibile Lei sa che ha decadimenti in migliaia di anni.
SIGFRIDO RANUCCI
Senta ma questi sono qui da quando?
GIUSEPPE BOLLA – PROJECT MANAGER CASACCIA
Questi sono qui da quando sono arrivati, mi sembra negli anni ‘70, per fare questa attività di
riprocessamento.
SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO
Gli accordi prevedono il rientro negli Usa sia del materiale recuperato che delle scorie prodotte.
Ne lavoriamo 18, poi la centrale di Helk River chiude e gli Usa ci avvertono che le 64 barre
rimaste in Italia non interessano più. Per noi non è facile piazzarle da qualche altra parte
perché non sono compatibili con altre centrali nel mondo.
GIUSEPPE BOLLA – PROJECT MANAGER CASACCIA
Proprio questo impianto era un impianto pilota per riprocessare la catena uranio-torio che poi è
stata dismessa, non ha più avuto seguito nell’attività e quindi diciamo gli impianti di
riprocessamento per questi elementi combustibili non ci sono.
SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO
E così da circa 35 anni una cinquantina di persone hanno il solo scopo di mantenere in
sicurezza le barre lasciate in eredità dagli americani e le scorie derivate da queste.
GIUSEPPE BOLLA – PROJECT MANAGER CASACCIA
Si, in questo momento tutto l’impianto funziona per mantenere in sicurezza queste barre e per
gestire tutte le attività di condizionamento dei rifiuti di esercizio.
SIGFRIDO RANUCCI
Ma pagano un affitto a noi o…?
GIUSEPPE BOLLA – PROJECT MANAGER CASACCIA
No, assolutamente. Questa adesso è diventata proprietà nostra, ho detto noi come Sogin
abbiamo…
SIGFRIDO RANUCCI
Le abbiamo anche comprate?
GIUSEPPE BOLLA – PROJECT MANAGER CASACCIA
C’è stato un accordo fra i due governi per cui il passaggio di proprietà di questi elementi
diventava…erano sul lato italiano e quindi in questo momento l’Enea è proprietaria di questi
elementi combustibile.
SIGFRIDO RANUCCI

Le abbiamo prese gratis?
GIUSEPPE BOLLA – PROJECT MANAGER CASACCIA
Penso di si.


 
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    Per quanto riguarda l’ottimo risultato raggiunto sul piano militare è forse riuscito a passare in qualche trasmissione televisiva o su pochi quotidiani il dato incontrovertibile, e persino banale, che le operazioni sul territorio vengono condotte da magistrati e forze dell’ordine con immensi sacrifici e che quindi il merito sia loro e non del governo.
      
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