La Rivista
Terzo Millennio
N° 1 Aprile 2000 | N° 1 Aprile 2000 |
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NON E' UTOPIA
Siamo un gruppo di giovani, di un’età compresa tra i 25 e i 38 anni, provenienti da diverse esperienze di formazione scolastica ma che da anni sono uniti da una profonda amicizia e da un unico ideale spirituale e umano. La nostra casa editrice, della quale il sottoscritto è presidente, edita riviste di carattere scientifico, culturale, spirituale e produce documentari e videocassette che, fino ad oggi, non hanno mai approfondito direttamente il fenomeno mafia. Viviamo del nostro lavoro, cercando di diffondere ideali cristiani e universali e non godiamo di alcun tipo di sponsorizzazione. Questa è la redazione di "ANTIMAFIA duemila", la quale si onora di avere come direttore responsabile la dott.ssa Andreina De Tomassi, attiva da più di vent’anni negli ambienti giornalistici ed oggi decisa ad impegnarsi con noi in questo nuovo progetto. Il sottoscritto, direttore editoriale e fondatore di questo giornale, non ha esperienze pubbliche nel campo della lotta alla mafia (sebbene grazie alla sua esperienza mistico-spirituale-cristiana abbia partecipato a numerose conferenze e trasmissioni televisive in più di 35 diversi paesi nel mondo). La sua conoscenza si basa su otto anni di studi e di ricerche private, sulla lettura di decine di libri, atti processuali, testi delle audizioni delle deposizioni dei collaboratori di giustizia ai vari processi contro la criminalità organizzata, interviste, convegni eccetera. Nel generale Carlo Alberto dalla Chiesa, nel giornalista Giuseppe Fava, nei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e in tutti i martiri della giustizia, tra i quali giornalisti, giudici, poliziotti, carabinieri, politici, religiosi, funzionari pubblici e comuni cittadini riconosciamo i simboli della lotta alla criminalità organizzata. Il loro sangue, versato sulle strade del nostro paese da più di un secolo è il simbolo della lotta in difesa degli alti valori della giustizia e della legalità. E’il simbolo di quanti, servitori del prossimo, servitori dello Stato, hanno deciso di sacrificare la propria vita per noi. Di quanti si sono battuti e si stanno battendo per noi. In merito a questo vorremmo rivolgere un ringraziamento particolare alla dott. ssa Falcone, la quale, con il suo esempio, ha alimentato in noi il desiderio di scendere in campo contro uno dei mali più radicati della nostra società. E oggi, in questo clima in cui si avverte una sorta di rilassamento degli organi istituzionali nei confronti della lotta alla mafia, ogni cittadino della cosiddetta società civile è chiamato a fare la propria parte. Come ha pronosticato il giudice Falcone, Cosa Nostra e le altre organizzazioni criminali direttamente o indirettamente da essa condizionate oggi, nel 2000, esistono ancora e forse sono più potenti di quanto non lo fossero nel 1992. Con i suoi soldati, capi decina, consiglieri, capi mandamento, capi commissione, Cosa Nostra continua a stringere alleanze con esponenti del mondo politico e finanziario e continua ad arricchirsi sfruttando ogni forma di attività illecita. Ed è per denunciare questi mali e per riscoprire l’importanza della memoria storica che abbiamo deciso di creare ANTIMAFIA duemila. Il curriculum con il quale ci presentiamo a voi lettori è sicuramente molto modesto, ma decisa e ferma è la nostra volontà di dare un contributo alla lotta contro la mafia. Speriamo nella vostra collaborazione perché il giornale è nostro, vostro e di tutti coloro che sono assetati di giustizia. Non è utopia. |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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