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Roma dopo Duisburg | Roma dopo Duisburg |
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di Aaron Pettinari – 25 ottobre 2008 L’allarme fu lanciato dal questore Marcello Fulvi già lo scorso febbraio. Questi avvisava come alcuni ristoranti sarebbero potuti essere “obiettivi di azioni violente poste in essere come ritorsione” all’agguato avvenuto in Germania. Protagoniste sarebbero state le stesse famiglie rivali. Quella dei Nirta-Strangio e dei Pelle-Vottari. E’ questa la notizia riportata da Enrico Fierro sulle pagine de “L’Unità”. Il giornalista fa riferimento ad un documento che il questore consegnò alla Commissione parlamentare antimafia. «Le attività info-investigative - si legge - hanno evidenziato come qualcuno tra questi negozi di ristorazione possa essere un possibile obiettivo di azioni violente poste in essere come ritorsione al noto agguato avvenuto nell’agosto 2007 nella città tedesca di Duisburg». Fulvi nel documento parla di «segnali di contaminazione che interessano svariati settori economici» che si accompagnano «all’espansione di forme di controllo del territorio», il tutto pianificato «attraverso il comando delle attività illegali e di quelle economiche» pulite. Ma Roma e il Lazio servono anche come «base logistica» per i latitanti e per i boss «di passaggio». Alvaro-Palamara, Pelle-Vottari-Romeo, Giorgi-Romano e Nirta-Strangio, sono le “famiglie” che «potendo contare su una notevole disponibilità economica hanno concentrato i loro interessi nel tessuto economico-sociale della capitale». Sempre nel documento di farebbe riferimento all’attività criminale della famiglia Alvaro-Palamara, che in un arco di tempo brevissimo si sarebbero trasformati da piccoli artigiani in «imprenditori di primissimo livello». Grazie al denaro proveniente dal traffico di droga «stanno comprando soprattutto alberghi e ristoranti, tutti nella zona centrale di Roma». A confermare tale quadro poi ci sarebbe poi, come emerso nei giorni scorsi, la richiesta di sequestro del ristorante “La Rampa” di piazza di Spagna. Gli accertamenti sul locale romano, secondo quanto si e' appreso, sono partiti sulla base di uno sviluppo dell'inchiesta dei magistrati calabresi sulla strage di Duisburg poi sfociati in una serie di sequestri di beni per 150 milioni di euro ai danni dei clan Pelle-Vottari e Nirta-Strangio. |
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Di mafia e di deviazioni. Che Stato è il nostro? (seconda puntata. Che schifo!) di Giorgio Bongiovanni La notizia è come un pugno nello stomaco. L’ex capo della Squadra Mobile e poi questore di Palermo, Arnaldo La Barbera, era al soldo dei servizi segreti. Proprio lui, l’ex superpoliziotto che nel ‘92 veniva nominato con un decreto ad hoc al vertice della squadra investigativa “Falcone-Borsellino” per seguire unicamente le indagini sulle stragi di Capaci e via D’Amelio, morto di tumore nel 2002.
Nel libro “L’Agenda nera” scritto dai colleghi Giuseppe Lo Bianco e
Sandra Rizza scopriamo che i magistrati di Caltanissetta si sono recati
recentemente negli uffici dell’Aisi (ex Sisde) e hanno potuto finalmente
sfogliare gli album fotografici e gli elenchi degli 007 che tra gli
anni Ottanta e Novanta hanno operato in Sicilia sotto copertura.
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