La Rivista
Salvatore Borsellino
Incontro alla Provincia di Cosenza | Incontro alla Provincia di Cosenza |
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Con Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio ho partecipato, a San Giovanni in Fiore alla presentazione del loro libro "La società sparente", documenttata denuncia dei mali della Calabria a causa dei quali gli autori hanno subito e continuano a subire minacce e querele come succede a chiunque in Italia si opponga al malcostume, alla comunanza di interessi e alle le collusioni tra imprenditoria, classe politica e criminalità organizzata che purtroppo, in certe regioni, sono quasi la norma. La mia inquietudine è dovuta al fatto che in effetti proprio oggi, se sopraggiunti motivi familiari non me lo avessero impedito, avrei dovuto partecipare a questo inconto al quale ero stato invitato da una persona conosciuta tramite questo sito e sulla cui buona fede non ho alcun motivo di dubitare. Eravamo da tempo d'accordo per un incontro da fare insieme in Calabria sulla legalità, o meglio sulla lotta all'illegalità, che solo di recente si era concretizzato tramite questo invito che, avevo saputo solo da pochi giorni, essere stato organizzato nell'ambito della Provincia di Cosenza. Come tutti sapete raramente, o meglio quasi mai, partecipo a incontri di carattere istituzionale, preferendo appoggiarmi a gruppi di giovani, ad associazioni, a movimenti spontanei e rifuggendo da quanto abbia a che fare con la politica, non per quello che dovrebbe essere la politica ma per quello che purtroppo oggi 'è' la politica in Italia e non perchè non abbia rispetto delle Istituzioni ma perchè ritengo che il vero vilipendio delle Istituzioni sia il fatto che purtoppo oggi troppe persone le occupano indegnamente. Potete dunque capire la mia inquietudine nel potere anche solo sospettare che la mia presenza al convegno potesse essere in qualche maniera strumentalizzata. Io non entro nel merito di quanto scritto da Emiliano e Saverio, non conosco abbastanza la situazione locale per poterlo fare, ma io sono fratello di Paolo Borsellino e Paolo, soprattutto nell'ultimo periodo della sua vita , aveva ridotto praticamente a zero la sua vita sociale, a parte gli amici più fidati, proprio per il pericolo, di cui era ben coscio, di entrare in contatto con persone colluse o portatrici di interessi non limpidi. Io, come suo fratello, ho il preciso dovere di evitare nella maniera più assoluta che il suo nome possa essere in qualche maniera strumentalizzato come purtroppo nel nostro paese,nel quale l'arte di fare parlare i morti è stata sempre praticata senza ritegno, avviene sempre più spesso. Non sono certo in grado di affermare se ci sia effettivamente stato un tentativo di strumentalizzazione, sono però sicuro che dalla prossima occasione non saranno solo motivi indipendenti dalla mia volontà ad impedirmi di partecipare ad incontri dei quali non sarò in grado di giudicare personalmente il contesto. Martedì 21 ottobre 2008 Calabria: Provincia di Cosenza chiama Salvatore Borsellino a parlare su mafia epolitica. Al presidente Mario Oliverio lo ha suggerito il ragionier Patò Campagna elettorale anticipata. Proclami ipocriti della politica, incoerente e pronta a sfruttare tutto. Tratto da:http://www.19luglio1992.com/ |
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Di mafia e di deviazioni. Che Stato è il nostro? (seconda puntata. Che schifo!) di Giorgio Bongiovanni La notizia è come un pugno nello stomaco. L’ex capo della Squadra Mobile e poi questore di Palermo, Arnaldo La Barbera, era al soldo dei servizi segreti. Proprio lui, l’ex superpoliziotto che nel ‘92 veniva nominato con un decreto ad hoc al vertice della squadra investigativa “Falcone-Borsellino” per seguire unicamente le indagini sulle stragi di Capaci e via D’Amelio, morto di tumore nel 2002.
Nel libro “L’Agenda nera” scritto dai colleghi Giuseppe Lo Bianco e
Sandra Rizza scopriamo che i magistrati di Caltanissetta si sono recati
recentemente negli uffici dell’Aisi (ex Sisde) e hanno potuto finalmente
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