Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Ven08182017

Last updateGio, 17 Ago 2017 7pm

Caso Manca: “Attilio si drogava da anni e la Mileti era la sua spacciatrice”

Caso Manca: “Attilio si drogava da anni e la Mileti era la sua spacciatrice”

di Lorenzo Baldo
Depositate le motivazioni della sentenza per...

'Ndrangheta e mafia dietro attentati Cc: arrestati due boss

'Ndrangheta e mafia dietro attentati Cc: arrestati due boss

di AMDuemila
I capomafia Graviano e Filippone mandanti degli ...

Roberti: mafia foggiana spietata e arcaica

Roberti: mafia foggiana spietata e arcaica

di Miriam Cuccu
Il procuratore nazionale antimafia: “Serve ma...

Via d'Amelio oltre i depistaggi, cercate i mandanti esterni

Via d'Amelio oltre i depistaggi, cercate i mandanti esterni

di Giorgio Bongiovanni e Aaron Pettinari *
“Silenzi” e “depistag...

Omicidio Agostino-Castelluccio: un'attesa di verità lunga 28 anni

Omicidio Agostino-Castelluccio: un'attesa di verità lunga 28 anni

di Miriam Cuccu
Il 5 agosto 1989 Cosa nostra uccideva il poli...

20170808 immigrati

Ultim'ora

MAFIENEWS

Strage a Foggia, si accendono i riflettori sulla "mafia dei Montanari"

Strage a Foggia, si accendono i riflettori sulla

di Antonio Nicola Pezzuto
Una strage, in Puglia, ha acceso i riflettori sull’esistenza di una mafia spietata  che co...

La Colombia cerca il narcos nascosto in Italia

La Colombia cerca il narcos nascosto in Italia

Si tratta di Antonio Mancusi Hoyos, uno dei maggiori trafficanti del mondo
di AMDuemila
La Colombia ha chiesto nuovamente ...

TERZOMILLENNIO

Luciano Rivera e il prezzo per onorare la vita

Luciano Rivera e il prezzo per onorare la vita

di Jean Georges Almendras
Ucciso il giornalista messicano: aveva difeso alcune donne in un bar della Bassa California
Luci...

Mapuche: il sequestro Santiago era pianificato

Mapuche: il sequestro Santiago era pianificato

di Jean Georges Almendras e José Guzmán
Nella solitudine delle terre mapuche si lotta contro l'usurpatore Benetton e l'im...

OPINIONI

Il suicidio Regeni

Il suicidio Regeni

di Marco Travaglio
Quando l’Amministrazione Obama, come rivela il New York Times in un lungo e documentato reportage, con...

Ingroia: "Sul caso Manca verità ribaltata"

Ingroia:

"La speranza è che altri magistrati facciano giustizia"
di Antonio Ingroia
Leggendo gli stralci delle motivazioni della s...

DI’ LA TUA

L'attacco alla Ong per militarizzare il welfare e la società

L'attacco alla Ong per militarizzare il welfare e la società

di Pietro Orsatti
Quello che sta avvenendo in questi ultimi mesi in Italia in relazione alla questione accoglienza e immi...

Foggia, la mafia fa notizia solo quando ti entra in casa

Foggia, la mafia fa notizia solo quando ti entra in casa

di Nello Trocchia
La mafia uccide chi lavora, ammazza due contadini, gente che ha visto l’alba ogni giorno, che ha v...

Mafia: madre Attilio Manca, ucciso per aver operato Provenzano

Mafia: madre Attilio Manca, ucciso per aver operato Provenzano

da Ansa
Roma
. " Attilio il giorno 11 Febbraio, di mattina doveva effettuare un intervento a Villa Valeria assieme al dottor...

mutolo-gaspare-arte-pittore

agenda ritrovata home

N2 Maggio 2000

IL SILENZIO DELLA POLITICA NELLA LOTTA CONTRO LA MAFIA

di Giorgio Bongiovanni

 E’ così da sempre, da quando Garibaldi, prima che fosse costituita l’unità d’Italia, chiese aiuto alla mafia siciliana, già presente da decenni sul nostro territorio, prima che fosse fondata la nostra Repubblica. Nel novembre scorso viene ucciso a Termini Imerese, in Sicilia, il boss mafioso Pino Gaeta. Il 26 febbraio a Strongoli, in Calabria, perdono la vita in una sparatoria un boss, due gregari e un innocente pensionato: è di nuovo guerra di ‘‘Ndrangheta. Nella notte tra il 1° e il 2 aprile Domenico Stanisci, militare della Guardia di Finanza muore nel corso di un inseguimento di due contrabbandieri. Il 13 aprile a Marina di Gioiosa Ionica, a Reggio Calabria, un’autobomba stronca la vita di Domenico Gullaci, un giovane imprenditore. E poi altri, troppi, i delitti ai quali abbiamo recentemente assistito e che qui sarebbe troppo lungo elencare. E lo Stato cosa fa? Tergiversa, tace, aiuta a dimenticare. Ma non sempre si può dimenticare. Sono molti gli imprenditori vittime delle estorsioni che in Sicilia e nel Mezzogiorno lamentano la totale assenza di protezione da parte delle istituzioni. Vengono intanto arrestati, e non per caso, boss mafiosi della portata di Vincenzo Buccafusca, a Palermo o del camorrista Mallardo mentre nei battibecchi civettuoli dei politici in gara per il potere non si sente pronunciare mai, neanche per errore, la parola mafia. Ma allora mi chiedo se questi illustri personaggi che si rivolgono alle folle intonando canti patriottici o pavoneggiandosi nella loro bravura ad aver così bene amministrato l’Italia abbiano veramente in mente di risanare il nostro Paese. Se, come dicono, sono interessati a farlo perché limitano il crimine ad un fenomeno proveniente dalle coste albanesi e non guardano alle quattro più importanti organizzazioni criminali che minacciano la nostra democrazia? Claudio Fava, il segretario regionale dei DS in Sicilia, ha recentemente e giustamente lamentato un abbassamento della guardia del centro - sinistra nella lotta alla mafia. Anche alcuni dirigenti di Rifondazione Comunista e diversi componenti della Commissione Parlamentare Antimafia hanno mosso le stesse accuse raggiungendo buoni risultati e questo, purtroppo, mentre la stessa commissione svolge, spesso, un lavoro di anti - antimafia. Per il resto, soltanto alcune fondazioni e associazioni libere si occupano in Italia del problema, quasi completamente ignorato dai mass media, condizionati da questa o quella corrente politica. A questo punto ritengo doveroso specificare che io credo nello Stato e riconosco le sue leggi, le sue istituzioni e il primato della politica. Mi chiedo però cosa faccia questa politica per meritare il suo primato. I fatti, e lo dico con rammarico, ci dimostrano che l’istituzione governativa non solo non vuole una seria lotta a Cosa Nostra ma contrasta ed ostacola il lavoro dei magistrati antimafia che si ritrovano spesso poveri di mezzi e di uomini, soli, in trincea, privi della possibilità di intraprendere iniziative di repressione. Senza contare che a volte anche lo stesso Consiglio Superiore della Magistratura intralcia il loro lavoro, deliberando regole controproducenti come ad esempio quella che limita a soli otto anni di servizio la carica di un magistrato antimafia. Nessuno dimenticherà inoltre i gravissimi errori commessi dallo stesso CSM quando bocciò l’elezione di Giovanni Falcone prima a consigliere istruttore di Palermo (1988) e poi a membro del Consiglio Superiore della Magistratura nella commissione antimafia (1990). E ancora una volta dobbiamo ricordare che un buon numero di membri del CSM - non è un caso - è nominato direttamente dalla classe politica. Ma ciò che è per me più inquietante, drammatico, oltre che deludente, è che in questo momento il responsabile del quasi totale silenzio della lotta alla mafia è il centro sinistra. Sì, proprio lui, l’erede di quella sinistra che dal tempo dei fasci siciliani (movimento di contadini che iniziò la lotta contro la mafia verso la fine dell’800) sino agli anni ‘90 ha combattuto il crimine in prima linea. Mentre negli anni ‘93 - ‘94 non riponevamo alcuna fiducia in movimenti politici come Forza Italia o negli stessi che in quegli anni governavano il nostro Paese - tormentato dalle stragi, dalle inchieste su Tangentopoli, dalla corruzione - ci aspettavamo dal governo di centro sinistra la definitiva sconfitta di Cosa Nostra e associazioni subalterne. Invece ciò non è avvenuto. Senza dimenticare i grandi risultati conseguiti dal giudice Caselli a Palermo, da Cordova a Napoli, da Boemi a Reggio Calabria, da Pier Luigi Vigna e pur riconoscendo in alcuni uomini politici come l’on. Dalla Chiesa, l’on. Fava o altri, i rappresentanti della vera lotta contro la mafia, non è possibile non notare l’abbassamento della guardia nei confronti di Cosa Nostra e il tentativo di attuare la famosa “normalizzazione”. Il ritiro dei soldati dalla Sicilia, le numerose polemiche sui pentiti, il lassismo nei confronti dei mafiosi sottoposti al 41 bis, l’abolizione dell’ergastolo dimostrano che l’attuale governo sta soddisfacendo le richieste contenute nel famoso papello di Riina. Ricordate quando il boss di Cosa Nostra, durante un processo a Reggio Calabria, nel 1994, lanciò un messaggio a Berlusconi additando “ai comunista”, Violante, Caselli, Arlacchi - “quello che scrive libri” - e Ligotti? Ebbene, Berlusconi ascoltò il messaggio e, come abbiamo visto, si diede da fare. E’ triste dover constatare che alcuni dei più acerrimi nemici di Riina sono stati costretti ad abbandonare Palermo, trincea della lotta contro Cosa Nostra. Ad eccezione di Ligotti, Caselli e Arlacchi, nonostante ricoprano a tutt’oggi cariche importantissime hanno dovuto lasciare Palermo, pur continuando ad appoggiare chi in trincea è rimasto. E’ triste dover constatare che per il momento la mafia ha preso il sopravvento e che attraverso le stragi e le bombe sta lanciando un nuovo messaggio alle istituzioni. E la storia si ripete: all’ombra delle elezioni del 2001 una nuova strategia della tensione mira alla rottura di determinati equilibri mentre ci troviamo a pagare le conseguenze di un’antica indifferenza: perché si parla di mafia solo quando si verificano efferati delitti o quando muore un collaboratore di giustizia come Buscetta o quando sorge una polemica in tema di legge sul pentitismo? Il problema è che non esiste una continua educazione alla legalità, non esiste una vera e propria repressione da parte dello Stato e nel silenzio delle istituzioni la mafia si riorganizza e ritorna ad alzare la testa. Oggi, però, il problema è più che mai gravissimo, poiché le mafie si sono globalizzate, hanno tessuto una rete di traffici internazionale e alla loro evoluzione non vi è una corrispondente evoluzione degli organi statali preposti a contrastarle. Il pericolo è altissimo e, come si suol dire, il tempo stringe. Per questo vorrei ricordare a tutti gli uomini, cristiani o laici, della sinistra o della destra, che la lotta alla mafia dovrebbe essere motivo di unione tra tutti poiché rappresenta un rischio per la democrazia e il futuro dei nostri figli. Vorrei inoltre ricordare all’attuale governo di centro sinistra, al presidente D’Alema, al ministro degli Interni Bianco e a quello della Giustizia Diliberto, che essi hanno a disposizione servitori dello Stato che operano sia all’interno della magistratura, che nelle forze dell’ordine o nella società civile. Il procuratore Grasso con i suoi settanta sostituti, Boemi e colleghi, Cordova, i prefetti De Gennaro, Manganelli, i dirigenti di polizia come Pansa e tutti gli onesti e coraggiosi poliziotti, carabinieri, finanzieri, giornalisti e soprattutto cittadini che aderiscono alle associazioni antimafia, se da voi sorretti e appoggiati posso combattere e vincere definitivamente la mafia. Siete voi cari ministri e politici, siete voi che dovete fornire i mezzi, gli strumenti, le armi ai servitori dello Stato, siete voi e lo sapete. Ci auguriamo che ascoltiate questi appelli. Se rimarrete passivi o indifferenti, anche voi, come i corrotti e i collusi con la mafia della prima repubblica, sarete giudicati dalla storia, e soprattutto da Dio. N.B.: In chiusura di giornale apprendiamo la notizia delle dimissioni del Capo del Governo D’Alema, rifiutate e poi concesse dal presidente Carlo Azeglio Ciampi. Vorremmo esprimere una nota di rammarico per il silenzio, manifestato da tutti gli schieramenti politici presenti alle recenti elezioni regionali, sul tema della lotta alla mafia che, come già detto, è uno dei più gravi problemi del nostro Paese.

Le recensioni di AntimafiaDuemila

UNA STRAGE SEMPLICE

UNA STRAGE SEMPLICE

by Nando dalla Chiesa

Capaci. E la sua continuazione, via D'Amelio. Una...

LA MAFIA DIMENTICATA

LA MAFIA DIMENTICATA

by Umberto Santino

I caporioni della mafia stanno sotto la salvaguardia...


IL PATTO INFAME

IL PATTO INFAME

by Luigi Grimaldi

Napoli, la mattina del 27 aprile 1982 un...

CANI SENZA PADRONE

CANI SENZA PADRONE

by Carmelo Sardo

C'è stato un tempo in cui, nella Sicilia...


1992. SULLE STRADE DI FALCONE E BORSELLINO

1992. SULLE STRADE DI FALCONE E BORSELLINO

by Alex Corlazzoli

A pochi giorni dall’anniversario dell’attentato in via D’Amelio,...

LA MAFIA HA VINTO

LA MAFIA HA VINTO

by Saverio Lodato

La mafia ha vinto, le rivelazioni di Buscetta...


FUOCO CRIMINALE

FUOCO CRIMINALE

by Rossella Canadè

Una notte di novembre, a qualche chilometro da...

HO UCCISO GIOVANNI FALCONE

HO UCCISO GIOVANNI FALCONE

by Saverio Lodato

Il pentito della trattativa e il potente PrincipeI...


Libri in primo piano

collusi homeNino Di Matteo e Salvo Palazzolo

COLLUSI

Perché politici, uomini delle istituzioni e manager continuano a trattare con la mafia


quarantanni-di-mafia-agg

Saverio Lodato

QUARANT'ANNI DI MAFIA
Storia di una guerra infinita
Edizione aggiornata
Il processo per la Trattativa


apalermo-homeLuciano Mirone

A PALERMO PER MORIRE
I cento giorni che condannarono
il generale Dalla Chiesa




la-mafia-non-lascia-tempo-homeGaspare Mutolo con Anna Vinci

LA MAFIA NON LASCIA TEMPO
Vivere, uccidere, morire, dentro a Cosa Nostra. Il braccio destro di Totò Riina si racconta