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VIDEO - Ingroia contro Bersani: "Impresentabili in lista". Ma apre a Zingaretti: "Intesa possibile nel Lazio"

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ingroia-repubblicaL'ex magistrato al videoforum di Repubblica Tv: "Non tornerò a fare il pm a Palermo". Accuse al leader del Pd per la scelta delle candidature, ma spunta l'ipotesi di un accordo con l'ex presidente della provincia di Roma.

"Sono convinto che c'è un grumo politico irrisolto nei rapporti tra lo Stato e la mafia, per troppi anni c'è stata tregua. Il rapporto non è mai stato gi guerra senza tregua, ma di connivenza, questa è la più terribile perché c'erano ancora i cadaveri 'caldi' degli uomini dello Stato". Lo dice l'ex procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia intervenendo al videoforum con Repubblica Tv. Rispondendo alle domande del vicedirettore Massimo Giannini e ai quesiti fatti arrivare in redazione dai lettori, Ingroia, attualmente candidato a Palazzo Chigi con la lista Rivoluzione civile, aggiunge: "Quando ho parlato di sentenza politica da parte della Consulta intendevo dire che si è tenuto conto più della legge che si vorrebbe piuttosto che quello che la legge prevede. La Corte ha voluto supplire a un vuoto legislativo in materia di utilizzo di intercettazioni del presidente della Repubblica".

Molte domande arrivate ad Ingroia si sono concentrate sulla sua repentina entrata in politica e sulla veloce chiusura della sua esperienza in Guatemala con l'Onu. "Sono certo che non tornerò mai a fare il pubblico ministero a Palermo ma potrei fare un'attività meno esposta anche in italia", dice il leader di Rivoluzione civile, aggiungendo che l'incarico in America centrale sarebbe stato comunque a tempo e "non è colpa mia se ci sono state le elezioni anticipate".

Parlando dei rapporti con il Pd, Ingroia ribadisce che "la nostra porta è sempe aperta" e "non siamo stati certo noi a non cercare il confronto con i democratici". L'incomunicabilità registrata sino ad oggi su base nazionale, spiega ancora l'ex pm, non c'è invece su scala locale. Nel Lazio, ad esempio, rivela Ingoria, i contatti con il candidato alla Regione del Pd Nicola Zingaretti per un possibile sostegno da parte di Rivoluzione Civile sono in fase abbastanza avanzata. "E' ipotizzabile un nostro sostegno alla candidatura di Zingaretti nel Lazio, ma non so se avremo i tempi per organizzare le liste a livello regionale", sottolinea.

Tra gli ostacoli a una collaborazione più stretta tra Rivoluzione civile e Pd c'è sicuramente anche la questione delle "liste pulite". "Il nodo degli impresentabili è un problema serio - dice Ingroia - Dopo i decenni dell'impunità imposta dal berlusconismo deve iniziare la fase della responsabilità che non è solo penale ma è politica". "Io - aggiunge - ho rispetto e non voglio entrare in casa d'altri, però è anche vero che il Pd ha deciso legittimamente di mettere un correttivo alle candidature con il listino per individuare delle personalità meritevoli di essere elette. Perché, allora, non è possibile fare il contrario? E cioè quando ci sono fatti che si impongono all'attenzione degli elettori, dire a un politico 'togliti di mezzo'". Il riferimento è in particolare a Vladimiro Crisafulli, senatore siciliano con precedenti giudiziari per abuso d'ufficio e sospettato di aver intrattenuto rapporti con ambienti della mafia di Enna.

Oltre che il Pd, tra le forze potenzialmente vicine a Rivoluzione Civile, c'è il Movimento Cinque Stelle, ma anche in questo caso i rapporti al momento sono piuttosto freddi. "Quando l'indignazione sociale e politica entra nelle istituzioni deve trasformarsi, deve diventare un progetto. Ed esprimere una politica di governo. Il limite principale del grillismo è questo: non è ancora riuscito ad esprimere una politica di governo", dice Ingroia. "Si pensa che il M5S non proporrà un candidato premier - aggiunge - Quindi non vuole governare. Ma se non vuole governare significa che non vuole cambiare il paese".

Da Ingroia, infine, polemica con le televisioni: "In una settimana abbiamo fatto già un
miracolo passando dallo 0 al 5% con delle punte che ci portano in Campania e in Sicilia a superare lo sbarramento in Senato. Tutto questo in un clima di censura di cui siamo vittime: dai tg Rai siamo stati cancellati e su Sky nel confronto dell'8 febbraio ci saranno solo Berlusconi, Monti e Bersani, Ingroia cancellato. Nel momento in cui riusciremo a comunicare il nostro progetto i nostri voti saliranno e saremo milioni". Parole alle quali ha replicato il direttore di Sky TG24 Sarah Varetto. "Antonio Ingroia - ricorda - sarà ospite di Fabio Vitale nella prima puntata del nuovo approfondimento elettorale Il  Sorpasso (in onda sabato alle 15.05) e che, fino ad ora, tutti gli altri leader sono stati invitati informalmente nel corso degli Speciali curati da Gianluca Semprini". (10 gennaio 2013)

Tratto da: repubblica.it

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