19 agosto 2012
Firenze. Abbiamo passato 18 anni nel silenzio più totale come se la strage di via dei Georgofili del 27 maggio 1993 non ci fosse mai stata, come se l’unica responsabile fosse stata “Cosa nostra” fine a se stessa.
Il 19^ anno durante il processo Tagliavia, ennesimo mafioso coinvolto nelle stragi del 1993, ha preso forma un mostro, quella trattativa Stato Mafia a suon di 41 bis già menzionata da Giovanni Brusca nei processi che sono arrivati in Cassazione nel 2002.
Nel frattempo la procura di Palermo, preposta dalla Procura Nazionale Antimafia, ad indagare sulla probabile trattativa, ha messo a punto un processo proprio sulla trattativa Stato Mafia a suon di 41 bis, oggi assistiamo attraverso le più alte cariche dello Stato in ultimo il Capo del Governo a continui interventi trasversali che onestamente non comprendiamo.
Inoltre sono entrate in campo le voci le più autorevoli come oggi quella del Procuratore Vigna dalle pagine del Corriere, a dire ognuno la loro, ovvero in modo congegnale al loro operato di questi 20 anni.
Ma non sarebbe stato meglio se l’ex Senatore Mancino non avesse mai disturbato il Presidente della Repubblica per questioni giudiziarie e oggi non sarebbe costretto ad intervenire in proposito un organismo come la Consulta e anche il Capo di un Governo Tecnico?
Lamentiamo tutto quanto sopra, perché abbiamo la netta sensazione che i nostri morti e i nostri feriti siano i convitati di pietra di quella trattativa Stato Mafia, non coloro che hanno pagato il prezzo più alto e quindi i personaggi i più importanti di quella tragica storia del Maggio 1993 da tenere quindi in alta considerazione nelle loro di esigenze.
Serve un processo penale chiarificatore sul perché hanno dovuto morire i nostri figli, ovvero se le loro sono state morti congegnali a grandi sporchi interessi magari statali o a che cosa, quindi tutti questi autorevoli interventi non fanno altro che dare colpi bassi a quella ricerca di verità che nessuno può negarci qualunque carica si ricopra.
Lo ripeteremo fino alla nausea sono i nostri di figli che sono morti non i figli di quanti saltano su per partito preso in difesa di ciò che non è difendibile in alcun modo.
Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli
Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili















