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Trattativa Stato-mafia, ecco tutte le firme di chi sta con la procura di Palermo

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Artisti, filosofi, giornalisti tra i firmatari. Carlo Freccero: "In questo grave momento di crisi lo Stato non può chiedere la fiducia e la collaborazione dei cittadini senza prima aver abbattuto quel muro di diffidenza e di omertà costituito dai misteri del nostro passato democratico. Quindi sto con i magistrati per fare chiarezza".

12 agost 2012
Tra gli oltre 80 mila che hanno firmato la sottoscrizione del Fatto per i magistrati di Palermo ecco quelli ci stanno e perché.

Roberta De Monticelli, bisogno civile. “Aderisco perché se c’è un fondamento ultimo della democrazia, è il bisogno di verità. E se c’è una via sicura alla morte civile è soffocarlo dietro la scusa dell’inopportunità politica. non c’è omertà peggiore del silenzio quando il silenzio è indifferenza al vero”.

Carlo Freccero, basta misteri. “In questo grave momento di crisi lo Stato non può chiedere la fiducia e la collaborazione dei cittadini senza prima aver abbattuto quel muro di diffidenza e di omertà costituito dai misteri del nostro passato democratico. quindi sto con i magistrati per fare chiarezza”.

Daniele Luttazzi, Falcone e Borsellino. “Firmo perché Falcone e Borsellino non possono”.

Daniele Silvestri, “Io firmerei” e condivide su Facebook il nostro appello.

Dario Vergassola, difesa reciproca. “Sottoscrivo. Perché i magistrati difendono i cittadini e deve valere anche il contrario”.

Gianni Vattimo, alziamo la testa. “Certo che firmo. Per i magistrati di palermo e per alzare la testa contro il regime Monti-Napolitano”.

Sandro Ruotolo, i conti col futuro. “Un paese che non fa i conti con il passato non ha futuro. Per questo motivo penso che sia necessario essere vicini ai magistrati che indagano sulla trattativa stato-mafia. Il bisogno di conoscere la verità riguarda tutti noi”.

Sandra Bonsanti, fino in fondo. “A titolo personale, come giornalista, aderisco all’appello del Fatto perché i magistrati devono avere tutta la possibilità di indagare fino in fondo su quella drammatica e vergognosa stagione della nostra storia”.

Franco Battiato, sto con Scarpinato. “Aderisco all’appello in difesa dei magistrati siciliani. In particolare considero Roberto Scarpinato un uomo libero”.

Moni Ovadia, per la legalità. “Aderisco all’appello del Fatto Quotidiano a sostegno dei magistrati palermitani che presidiano la legalità democratica e costituzionale”.

Victoria Cabello, come Bill Murray. “Firmo perché, leggendo l’intervista di Leoluca Orlando, mi sembra di essere Bill Murray in “Ricomincio da capo”, mi è sempre più chiaro che vivo in un paese senza memoria”.

Natalino Balasso, contro il potere. “Aderisco volentieri. Perché non esistono poteri forti di destra da condannare e di sinistra da tollerare o viceversa. Esiste il potere cieco che persegue il proprio mantenimento contro la democrazia e, da qualunque parte provenga, non può essere tollerato dai cittadini liberi”.

Gad Lerner, no al bavaglio. “La giustizia incontra sempre ostacoli quando persegue la devianza dei potenti. Sarebbe una sconfitta della democrazia se lasciassimo imbavagliare i magistrati di Palermo.

Fiorella Mannoia, nessuno escluso. “Firmo l’appello perché penso che nessuno debba essere al riparo dalla verità”.

Claudio Santamaria, per la trasparenza. “Aderisco all’appello in difesa dei magistrati di palermo perché va assolutamente difeso e sostenuto chiunque lavori in nome della verità e della trasparenza, e lo faccio con tutta la vergogna e la rabbia di chi sa che la verità e la trasparenza dovrebbero essere valori naturalmente imprescindibili in una democrazia”.

Gene Gnocchi, io firmo col sorriso. “Firmo. anche perché voglio il posto di Ingroia in Guatemala”.

Isabella Ferrari, non vi abbandoniamo. “Non si isola e non si abbandona chi cerca la verità utile a tutti noi”.

Carlo Verdone, serve coraggio. “Aderisco all’appello del Fatto. La mia stima per Scarpinato in particolare è grande. Come uomo e come colto, coraggioso giurista”.

Milly Moratti, dalla vostra parte. “Aderisco senz’altro alla fatica onesta di magistrati che vogliono soltanto chiarire l’incoerente disegno di una organizzazione di illegittimità per troppo tempo tollerata per un ossequio incomprensibile: nel tempo in cui può finalmente diventare realtà la democrazia della comunicazione e della coproduzione in tutti i campi compreso quello delle scelte politiche, questa resa passiva è intollerabile e negativa in tutti gli ambiti, compresi quelli dei diritti e della vera economia”.

Fabri Fibra, contro il silenzio. “La mia firma in favore dei giudici di Palermo e Caltanissetta a sostegno delle indagini. Contro un silenzio che ha deformato il paese. Qualunque politico italiano non affronti questo tema non va preso in considerazione”.

Pietrangelo Buttafuoco, fogna Sicilia. “Sono sicuro che se Giorgio Napolitano venisse intercettato perfino nei suoi pensieri, in nessun momento, in nessuna azione, in nessuna sua intima convinzione verrebbe meno ai doveri di fedeltà alla patria e allo Stato nella forma delle sue regole. A 20 anni dalle stragi di Capaci e di via D’Amelio la Sicilia è ancora di più la fogna del potere, i Riina e i Provenzano non sono dunque il problema, ma una parte del problema. La Sicilia di oggi è peggiore di quella pur straziata dalla dinamite mafiosa ed è perciò che non un solo poliziotto, non un solo prefetto, non un solo magistrato deve essere lasciato solo”.

Enrico Montesano, la nostra battaglia. “Sottoscrivo la raccolta firme del Fatto Quotidiano e condivido i contenuti della vostra/nostra battaglia in difesa del lavoro dei magistrati”.

Stefano Bollani, domande necessarie. “Aderisco perché avere dubbi, dunque per estensione svolgere inchieste e farsi domande è una delle cose sane della democrazia e non va ostacolata”. 

Sabina Ciuffini, sono con voi. “Aderisco all’appello perché vorrei una mediazione onorevole che non scoraggi gli uomini di buona volontà”.

Luca Guadagnino, voglio la verità. “Aderisco. L’indipendenza della magistratura e la verità dei fatti non possono essere storpiate e minacciate”.

Aldo Busi, mi rappresentano. “Aderisco perché in me non c’è ombra di cinismo familistico, nepotistico, chiesastico, massone, tribale, reazionario, affaristico, in una sola parola, mafioso, perché non sono ipocrita, ambiguo e ricattabile, e perché l’energia di verace e combattivo democratico che spero di trasmettere a questi valorosi magistrati è già pari a quella che ricevo io da loro attraverso l’invito all’intelligenza che osano fare al paese. aderisco perché i vili sono furbi e perché il coraggio è il lievito dell’intelligenza: essi sono semplicemente intelligenti e pertanto mi sento rappresentato. un grazie di cuore e di mente.”

Marco Tullio Giordana, rispetto della legge. “Aderisco nella convinzione che la legge debba essere uguale per tutti”.

Nicola Tranfaglia, Costituzione in mano. “Aderisco con entusiasmo perché sono per la divisione dei poteri e l’indipendenza dei giudici come recita la Costituzione repubblicana”.

Marco Vitale, i veri mali d’italia. “Aderisco con convinzione perché mafie, corruzione e burocrazia sono i veri mali dell’italia che il governo non combatte e contro i quali i magistrati sono l’ultima diga”.

Vauro, la verità è un diritto. “Uno stato che celi o tenti di ostacolare in qualsiasi modo e per qualsiasi motivo la ricerca della verità non è uno stato di diritto. La verità è un diritto inalienabile. sono a fianco dei magistrati di Palermo”.

Roberto Faenza ed Elda Ferri, un attacco indegno. “Aderiamo perché l’attacco ai magistrati di Palermo è indegno di un paese democratico e perché indebolirli implica esporli al rischio mafia come già accaduto in passato e abbiamo visto i risultati”.

Maurizio Viroli, lavoro coraggioso. “Aderisco con piacere all’appello promosso dal fatto perché ritengo che i magistrati di Palermo abbiano svolto e svolgano un lavoro coraggioso e serio in difesa del fondamentale diritto dei cittadini di conoscere e controllare l’operato di chi li rappresenta, soprattutto su questioni di vitale importanza per la libertà di tutti quale il rapporto fra stato e mafia”.

Stefano Bonaga, Ragion di verità. “Il ministro Cancellieri ha detto il 2 agosto a Bologna: “L’unica ragion di stato è la verità”. Questo principio deve valere anche per l’inchiesta di Palermo. Gli aspetti di legittimità li regolerà la Corte Costituzionale”.

Dacia Maraini, sono una speranza. “Sono dalla parte dei magistrati che in mancanza di una politica responsabile costituiscono la speranza più immediata per la ricerca della verità”.

Ottavia Piccolo, attaccati e isolati. “Mi sembra talmente logico aderire alla raccolta di firme in difesa dei magistrati di Palermo, attaccati e isolati, che sarei curiosa di sapere chi firmerebbe il contrario”.

Salvatore Ficarra e Valentino Picone, grazie! “Aderiamo assolutamente. Non c’è bisogno di nessuna motivazione. che è nella natura stessa dell’iniziativa del fatto. Grazie!”

Oscar Giannino, nessuna violazione. “All’indomani delle prime polemiche, ho invitato Marco Travaglio nella trasmissione che conduco a Radio 24 e qui ripeto quel che allora dissi agli ascoltatori: un conto è cosa cambiare eventualmente nell’ordinamento in materia di intercettazioni; altro è credere che se il quirinale finisce in un colloquio legalmente intercettato si tratti di un attacco alle istituzioni. L’argomento non reggeva per Berlusconi o Fassino o D’Alema, non vale neanche per Napolitano”. 

Barbara Palombelli, credo nella giustizia. “Aderisco perché credo nella giustizia. credo nei magistrati. Ho conosciuto e frequentato per lavoro i tribunali di Palermo!”.

Caparezza, sono senza parole. “Aderisco pienamente all’iniziativa. Purtroppo la vicenda mi sta paradossalmente lasciando senza parole…”

Tratto da: ilfattoquotidiano.it

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