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Calabria, Gratteri: 'Ndrangheta più ricca e arrogante

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7 luglio 2012
Reggio Calabria. Il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, è intervenuto ieri sera alla rassegna Tabularasa, giunta alla terza edizione e che si tiene in diversi comuni del reggino. "Oggi la 'ndrangheta - ha spiegato il pm - è più arrogante di vent'anni fa perché è più ricca proprio grazie al controllo del commercio di cocaina". "In alcuni luoghi - ha detto il magistrato - la 'ndrangheta ha comprato tutto cioò che era in vendita, è molto presente in tanti paesi europei e nordamericani, soprattutto nei settori dell'edilizia, ristorazione e crediti bancari. Le mafie non sono un corpo estraneo alla società la 'ndrangheta è qui tra di noi, esiste perché ha il consenso popolare. Ed anche la pubblica amministrazione è piena di 'ndrangheta. I capi mafia non stanno più sulle montagne". "Nonostante tutti gli sforzi che facciamo - ha proseguito Gratteri - riusciamo appena a pareggiare la partita. Non voglio scoraggiare la gente ma con questo sistema giudiziario e con questo sistema scolastico non sconfiggeremo mai le mafie. E' necessario riformare il codice penale. Con un sistema giudiziario migliore potremmo abbattere le mafie dell'80% nel giro di 5 anni". Alla fine, "stuzzicato" da un paio di domande, Gratteri ha ammesso: "Si, alcuni miei colleghi sono invidiosi della mia popolarità e del fatto che io sia richiesto in convegni e televisioni, ma io delle mie ferie faccio ciò che voglio e, soprattutto, vado ovunque gratis. Qualcuno, invece, si aspetta il cachet per salire su palchi come questo".

Poi, sulla questione del taglio dei tribunali, Gratteri dice come vadano "di moda i tagli, ma io ne parlavo già dieci anni fa. Vogliono tagliare i Tribunali in Calabria, ma nessuno sa che alla Corte d'Appello di Torino ci sono 17 Tribunali a 20 chilometri l'uno dall'altro". "Sono questi - ha aggiunto - i veri sprechi. Se ne potrebbero chiudere almeno dieci. Non possiamo continuare a pensare di vivere sulle spalle della pubblica amministrazione senza produrre nulla. Non è possibile che nella pubblica amministrazione ci siano 5 persone che si ammazzano di lavoro e 5 che passeggiano. Non siamo alla fame, stiamo solo sprecando un po' di meno. Se fossimo alla fame saremmo già alla rivoluzione. Ma non credo che questo accadrà".

Tratto da:
lametino.it

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