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Mafie e CO in Europa: le notizie della settimana

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Da questa settimana, in via sperimentale, lanciamo sul sito web l’appuntamento con una rubrica di informazione su alcune delle principali notizie relative al contrasto al crimine organizzato in Europa.

Traffici

Un imponente giro di documenti falsi è stato portato alla luce nei giorni scorsi in Francia. Il traffico illecito consisteva nel rilascio di passaporti falsi a persone, per lo più di origine algerina, in soggiorno irregolare sul territorio francese. Ogni fascicolo trattato fruttava alla banda di falsari tra i 7.000 e i 12.000 euro. Tuttavia, la tesi difensiva afferma con forza la natura disorganizzata e senza struttura criminosa della banda.

Riciclaggio

Sembrano ormai lontani i tempi e i luoghi di Pizza connection, una delle più grosse indagini di sempre sul traffico di stupefacenti tra gli Stati Uniti e l’Italia. Dall’America degli Anni ’70, lo sguardo si posa oggi sulla Svizzera del nuovo millennio. Oramai i traffici illeciti si svolgono nei retrobottega dei venditori di kebab, divenute vere proprie “lavanderie” di denaro sporco, ricavato dallo spaccio di droga. Queste attività sono ormai da tempo nel mirino della polizia elvetica che, supportata dagli istituti di credito, tenta di arginare il fenomeno. Nella fattispecie, la banca postale Svizzera ha chiuso definitivamente i rapporti con una sessantina di centri operanti nel settore del money transfer, temendo una violazione della legge contro il riciclaggio del denaro sporco.

Operazioni internazionali

Cooperazione di polizia e supporto delle istituzioni dedicate ricoprono un ruolo sempre più importante e decisivo nella risoluzione di casi legati alla criminalità organizzata transnazionale. Questa volta è toccato alla Polizia ceca che, di concerto con Europol e le forze dell’ordine di altri Paesi europei, ha smantellato un grosso traffico di cocaina. Il 6 gennaio scorso, la fregata francese Ventosa, supportata dall’unità antidroga dell’Ufficio centrale per la repressione dei traffici illeciti di stupefacenti, ha intercettato due navi a largo delle coste della Martinica: 1,2 tonnellate di cocaina destinate al mercato europeo sono state così intercettate. L’operazione è stata resa possibile grazie a un’inchiesta lanciata nel dicembre del 2009 da alcuni agenti del Quartier Generale della Polizia Penale e dalla Polizia Investigativa della Repubblica Ceca. L’operazione, denominata FENIX, ha portato all’arresto di 7 persone di diversa nazionalità. Altre 14 persone sono state arrestate in Slovenia, come conseguenza diretta dell’operazione congiunta.

Diffusione della ‘ndrangheta

La ‘ndrangheta calabrese non conosce confini. Come un cancro in metastasi sta ormai estendendo la sua longa manu sul continente europeo. Dopo la strage di Duisburg, le
influenze della ‘ndrangheta in Germania sono note ai più. Pare che adesso la corrente criminale si stia spostando ancora più a Nord: destinazione Regno Unito e Irlanda. Il volume d’affari è da capogiro: il traffico di cocaina in quei luoghi frutta all’organizzazione 27 miliardi di euro l’anno. Londra è ormai il regno incontrastato delle famiglie Aracri e Fazzari, particolarmente attive nell’ambito del riciclaggio del denaro sporco e del traffico di droga. La ‘ndrangheta non conosce crisi, non conosce limiti; né geografici né climatici. E non si pone nessun problema nel passare dai grigiori londinesi al carezzevole tepore della Costa Azzurra. Marsiglia, Monte Carlo, Nizza e Mentone, sono ormai diventati veri e propri centri di colonizzazione della ‘ndrangheta calabrese. E ancora, in Svizzera la ‘ndrangheta si spartisce il territorio con la mafia russa. Il Tribunale federale penale ha condannato di recente degli italiani residenti in Svizzera con l’accusa di avere trasferito dei proventi di reato nel Paese nel tentativo di reinserirli in circuiti economici legali.

Mafia e pirati somali

Creare legami. Anche i più impensabili! E’ così che tutte le mafie crescono e si nutrono, senza implodere mai. L’ultimo fronte di conquista è quello della pirateria. Il traffico illecito di rifiuti tossici è il business. Camorra, ‘ndrangheta e Sacra Corona Unita si sono strette ancora una volta in un abbraccio mortale per alimentare un mercato nero di armi leggere, direttamente recapitate ai pirati somali. In cambio, ogni anno i pirati versano tonnellate di rifiuti tossici al largo delle coste della Somalia, del Sudan e dell’Eritrea, sotto gli occhi consapevoli di navi da guerra che in quelle zone controllano il trasporto merci.

Corruzione. Relazioni Polonia-Cina

He Guoqiang, membro del Comitato permanente del Bureau politico del partito comunista cinese, si è impegnato martedì scorso a consolidare le relazioni tra il dipartimento cinese di controllo della disciplina e quello polacco. Nell’ambito di un incontro con il rappresentante dell’Alta Camera di controllo della Repubblica polacca, He ha dichiarato che il governo cinese è pronto a dare un impulso reale favorendo la cooperazione con altri paesi per un contrasto efficace alla corruzione.

Le mafie degli altri continenti

Salvatore Cannizzo, ufficiale della GdF, racconta sul Corriere di Ragusa le mafie degli altri continenti. La mafia cinese come quella siciliana utilizza il rito solenne: l’adepto mescola il proprio sangue a quello degli altri “confratelli” bucandosi un dito. Il modello organizzativo è improntato su un vertice dal quale dipendono poi le Tong (associazioni). In Italia, causa la forte presenza di mafie indigene, gli spazi di infiltrazione criminale sono abbastanza contenute, esclusi i rapporti commerciali con i corleonesi. Di certo la presenza sia sul territorio italiano, che su quello francese e olandese, non è aprioristicamente escludibile. Della Yakuza giapponese si prese coscienza solo nel 1995, in conseguenza del terremoto che mise in luce un grande sistema di corruzione. E’ specializzata nel riciclaggio, nelle speculazioni finanziarie e immobiliari, nel traffico di droga e nella pornografia. Evidenti sono i legami con la politica e l’inquinamento del campo economico. Il modello organizzativo è di tipo verticistico. Obbedienza e fedeltà assoluta al capo sono le caratteristiche principali: chi sbaglia paga, autopunendosi col taglio della falange del mignolo. L’organizzazione criminale ammette al suo interno solo giapponesi. La dimensione internazionale è riconosciuta da Cosa Nostra. La mafia americana si caratterizza da sempre per la collusione con politica e organi di polizia. Anche in questo caso l’organizzazione è di tipo verticistico. Con l’esplosione della seconda guerra mondiale e successivo dopoguerra compie il salto di qualità, raggiungendo livelli alti di imprenditoria criminale. Seppur aperta ad alleanze con altre mafie, non rompe mai il suo legame indissolubile con la mafia siciliana. La mafia colombiana, organizzata per “cartelli” (e snodata poi in sub-cartelli, con un’organizzazione di tipo federale), guadagna perlopiù con il commercio di cocaina, che viene “esportata” nel centro-nord America, in Europa, in Africa. Il contesto socio-politico è molto favorevole per ragioni di precarietà politica.

Tratta

Lo scorso 19 giugno, Cecilia Malmström ha presentato la nuova strategia europea contro il traffico di esseri umani, tema talora sottovalutato e ridotto al mero sfruttamento della prostituzione. Invece la tratta degli esseri umani è un fenomeno incontrollato e fortemente lucrativo. Dall’accattonaggio, allo sfruttamento dei minori, passando per le adozioni illegali: la tratta è questo e molto altro ancora. Spesso negato come fenomeno, esige al contrario un’attenzione tutta particolare da parte delle alte istanze dedicate. Creazione di squadre europee e di nuclei specializza operanti su scala nazionale; creazione di un meccanismo europeo destinato a rintracciare, orientare, proteggere e aiutare le vittime ; sostenere progetti di ricerca che analizzano il ruolo di internet e dei social network nei processi di reclutamento delle vittime: questi sono alcuni dei punti che costituiscono la strategia europeo contro il traffico degli esseri umani. A sostenere questo impegno in favore di persone vulnerabili, interviene Eurojust, l’agenzia dell’Unione Europea, che ha lo scopo di favorire la cooperazione penale in Europa. Il presidente dell’organizzazione denuncia tuttavia la difficoltà di avere dei dati precisi sul fenomeno della tratta, a causa delle reticenze da parte degli Stati Membri che si rifiutano di mettere i dati in comune. Punire il reato sembra essere sempre più difficile: 2000 persone in 19 Stati membri sono stati messe sotto accusa per avere alimentato il traffico illecito di esseri umani; soltanto 1250 sono state condannate.

Mafia e finanza

Nell’ambito dell’audizione organizzata dalla Commissione antimafia europea, il procuratore Grasso ha fatto sapere che la crisi finanziaria è diventata una grande opportunità per le organizzazioni malavitose. Essa permette, infatti, ai criminali di avere maggiore liquidità per i loro traffici illeciti, non soltanto in Europa, ma anche in Paesi in cui l’economia è piuttosto fragile e il tasso di corruzione della politica molto elevato. Antonio Maria Costa, ex direttore dell’ufficio onusiano contro il crimine organizzato, avalla le certezze del magistrato italiano, sottolineando che il denaro proveniente dal traffico di droga è servito alle banche per non soccombere alla crisi.

Cyber crime

Secondo uno studio congiunto del Guardian Analytics e Mc Afee, dal titolo ”Dissecting opeation hugh ruler”, pubblicato il 26 giugno scorso, è emerso che i risparmiatori europei sono stati nell’ultimo anno vittime di truffe informatiche per un valore di 60 milioni di euro, prelevati a piccole somme in 60 diverse banche europee. Tra i Paesi maggiormente colpiti: Italia, Germania e Paesi Bassi. Alcune operazioni internazionali hanno portato all’arresto di 6 persone in Europa. Nel gennaio 2013 un nuovo centro dedicato al cyber crime sarà aperto nell’ambito di Europol.

Tratto da: soniaalfano.it

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