18 luglio 2012
Bruxelles. “Riesce veramente difficile credere che la persona che ha custodito l’esplosivo della strage di Capaci, e che per quella strage è stata condannata all’ergastolo con sentenza definitiva, sia oggi un personaggio marginale o addirittura divenuto estraneo a Cosa Nostra. Tantopiù che la Direzione Nazionale Antimafia e il Tribunale di Sorveglianza di Bologna avevano l’una dato parere negativo, l’altro respinto l’istanza dei legali del boss. Secondo i giudici, poi, a Capaci la mafia non esisterebbe. Non si spiegherebbe altrimenti l’affermazione secondo la quale ‘la perdurante operatività della famiglia mafiosa non risulta invece comprovata’”.
E’ quanto dichiara il Presidente della Commissione Antimafia Europea, Sonia Alfano, in merito alla revoca del provvedimento di proroga del 41bis per Antonino Troia, riconosciuto quale capo della famiglia mafiosa di Capaci, responsabile della strage in cui morirono Giovanni Falcone e Francesca Morvillo insieme agli agenti di scorta e colpevole di altri quattro omicidi.
“In ogni caso il fine del 41 bis è proprio questo: evitare che i detenuti abbiano contatti con l’esterno. E dunque sarebbe normale se Troia non ricoprisse più incarichi apicali. Si è macchiato di un delitto gravissimo, forse questo non basta? Cosa bisogna fare per rendere giustizia alle vittime? Se poi gli esclusivi parametri sui quali ci si basa per revocare le proroghe del regime di carcere duro sono l’età e lo stato di salute dei detenuti - sottolinea - allora mi aspetto centinaia di revoche e i boss liberi di continuare, o ricominciare, ad operare nell’interesse di Cosa Nostra. Non sarebbe certo una buona notizia per il Paese”.
Website: soniaalfano.it
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di AMDuemila
















