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Ass. Georgofili: serve processo per chiarire il ruolo delle istituzioni del '93 sul 41-bis

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di Giovanna Maggiani Chelli - 30 Maggio 2012
Sulla scia dell’ennesima autodifesa apparsa oggi sul quotidiano l’Unità a firma Cristoforo Boni, l'intervista rilasciata dal Senatore Nicola Mancino circa il suo comportamento verso il 41 bis nel 1993, torniamo a ribadire che noi crediamo alla buona fede di chiunque finchè non viene provato il contrario.
Il problema però c’è, ed è grosso come una casa e va risolto.
Infatti i nostri figli sono morti il 27 Maggio del 1993 e questo è un dato incontrovertibile e, secondo certe affermazioni ormai corali, sarebbero morti mentre in Italia le istituzioni del governo di allora, prese una per una, giurano di aver sempre voluto fortemente il 41 bis più che funzionante.
E non solo, ancora presi uno per uno i nostri governanti del 1993 ognuno cerca di colpevolizzare l’altro mentre rilasciano interviste ai giornali. Nelle aule di giustizia, li abbiamo ascoltati personalmente durante il processo Tagliavia, invece si discolpano personalmente e basta.
Altri non si sono neppure presentati in aula adducendo malattie improvvise.
Quindi, come abbiamo ormai chiesto troppe volte, ma del resto le sollecitazioni sono continue, noi crediamo sia arrivato il momento di andare con urgenza a processo e chiarirla una volta per tutte questa intricata faccenda, secondo noi una sporca faccenda, secondo la quale tutti nel 1993 volevano la mafia a 41 bis .
Cioè chiarire come mai invece la mafia “cosa nostra” abbia potuto capire che qualcuno era disposto ad agevolarla rispetto al carcere duro, alla confisca dei beni e quant’altro e di volta in volta con questa convinzione Salvatore Riina abbia alzato il tiro sulla pelle dei nostri figli.
Quindi o si va a processo o non sapremo mai come sono andate veramente le cose, soprattutto non sapremo mai perché i nostri figli hanno dovuto morire così giovani e del tutto innocenti, pagando per tutti quanti.
La giustizia, la Magistratura, ce lo deve, perché i nostri figli non sono meno importanti dei figli di chiunque altro in questo Paese, piaccia o no.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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