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Ass. Georgofili: interdetti dalle parole di Cristella

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di Giovanna Maggiani Chelli - 8 maggio 2012
“Non me l’hanno chiesto, e io non ne volevo parlare”.
A Palermo ha esordito così Nicola Cristella, il Capo Scorta del Vice Direttore del Dap Di Maggio ai tempi delle stragi terroristiche eversive del 1993. Si riferiva alla deposizione davanti ai magistrati di Firenze del 13 Maggio 2003.
Il motivo della deposizione di Cristella a Palermo era su quanto a sua conoscenza circa le ipotetiche pressioni dell’ex Ministro Mannino fatte nel 1993 sull’allora vice direttore del Dap Dr. Di Maggio per alleggerire il “41 bis” ai boss mafiosi detenuti.
Abbastanza singolare il comportamento di tutti questi uomini di Stato, che da mesi stanno sfilando a Palermo nel processo per la presunta mancata cattura di Bernardo Provenzano.
Uomini dello Stato che dovrebbero aiutare a capire la portata della trattativa tra Stato e mafia ormai ampiamente provata, quella trattativa che a suon di tira e molla sul 41 bis ha portato alla morte dei nostri figli, ci lasciano sempre più interdetti.
Come possiamo pensare che uomini dello Stato chiamati a testimoniare su quanto a loro conoscenza su fatti gravissimi come le stragi del 1993, possano aver deciso che di certi fatti, di certi nomi, non ne volevano parlare sfruttando il fatto che i magistrati non lo chiedevano?
Dice un passaggio della testimonianza del Capo Scorta Cristella nel verbale di deposizione davanti ai magistrati di Firenze nel 2003:
“Pur non avendo avuto come ho detto colloqui specifici con il Consigliere sui temi dell’attività di costui, posso affermare con certezza, per le posizioni che egli lasciava trasparire che, essendo come è noto il dr. Di Maggio per una linea piuttosto rigida in tema di 41 bis, egli era certo che proprio provvedimenti applicativi del 41 bis e le proroghe che mi pare in quel periodo fossero in corso, avessero a che vedere con queste bombe."
Il passaggio del verbale non lascia dubbi, il Capo scorta di Di Maggio il 13 Maggio 2003 alle ore 11,10 sapeva benissimo cosa voleva da lui la magistratura fiorentina che si stava spaccando in due per dare giustizia a 5 morti e 48 feriti: tutta la verità.
Ma lui il Dr. Cristella: non ne voleva parlare di certe cose.
Non speri il Capo Scorta Cristella che ci beviamo questo calice amaro scusandolo per le sue scelte , siamo invece nostro malgrado portati a pensare il peggio, perché la strage di via dei Georgofili ha prodotto 5 morti e 48 feriti e non meritano certo silenzi vigliacchi.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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