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Una truffa chiamata riforma

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edit-chiesa-webdi Giulietto Chiesa - da megachip.info - VIDEO
[Trascrizione del video-editoriale L'Alternativa c'è a cura di
www.libreidee.org]

Oggi voglio parlarvi di una truffa e di una aggressione di cui sono vittime milioni di italiani, in queste ore. Chi sono i truffatori? Si chiamano: Bersani, Alfano, Casini. Chi sono gli aggressori? Monti e Fornero – come simboli, diciamo; tanto per non far nomi. Che cos’è questa truffa? E’ la cosiddetta riforma del lavoro. Riforma? Questo è un classico esempio della neo-lingua di Orwell. Una volta, “riforma” significava: cambiamento in positivo. Adesso, “riforma” significa: aggressione. Questa riforma è un’aggressione, ma la chiamano riforma. La cosa che colpisce più di tutte è la pantomima alla quale stiamo assistendo, con la complicità naturalmente di gran parte dei media – ma questo ormai è scontato, e chi mi segue sa che io considero il “mainstream” la cloaca nella quale è stata gettata la democrazia italiana.

La pantomima? Consiste nel fatto che tutti recitano una parte. Lo si comincia a vedere: recitano. Recita Bersani, che fa finta di difendere gli interessi dei lavoratori – Bersani, la Camusso; ormai la Cgil è diventata questa roba qua: fanno finta di difendere i lavoratori, ma sanno benissimo che non li stanno difendendo affatto. Stanno cedendo tutti, ma fanno finta di difenderli. E anzi, fanno finta di avere già ottenuto qualche risultato. Recita anche la Marcegaglia, la quale si dichiara contraria a questa riforma: sembra quasi una progressista! Contraria alla riforma? Vorrebbe dire, in questo caso: contraria alla truffa. Ma, in realtà, lei fa finta di essere contraria, così offre una spalla a Bersani, il quale potrà andare a dire – in qualche talk show televisivo come “Ballarò” – che lui, siccome la Marcegaglia è contro, è evidentemente dalla parte giusta. Quindi, una doppia finta: finge Bersani, finge la Marcegaglia; finge Alfano, naturalmente; finge Casini, che tanto è un casino e quindi non conta molto.

Fingono naturalmente anche Monti e la Fornero: che fanno finta di essere i portatori del risanamento del paese; in realtà sono gli aggressori principali, quelli che stanno portando avanti direttamente l’aggressione a mano armata – o meglio: armata dalla legge – contro milioni di persone. Perché aggressione? Tutto si nasconde dietro la parola “reintegro”, altro vocabolo della neo-lingua. “Reintegro” vuol dire che ti vogliono far credere che l’articolo 18 prevederà il reintegro. E invece l’articolo 18 come ce lo ripresenteranno, con tutta probabilità? Dicendoci che è stato salvato e mantenuto. In realtà, la parola “reintegro” significherà licenziamento secco, inequivocabile, senza remissione, di tutti coloro che saranno licenziati. L’articolo 18 fingeranno cioè di tenerlo in piedi, ma lo eliminano: con due paroline, “manifesta insussistenza”. Di che? Della motivazione del licenziamento.

La sostanza è che il giudice si troverà di fronte a un’alternativa invalicabile, che lo renderà prigioniero di una legge che lo costringerà a certificare il licenziamento. Perché la “manifesta insussistenza” di un licenziamento – ecco il trucco – non sarà mai evidente: chi licenzia darà una motivazione, e il giudice si troverà di fronte a questa motivazione e dovrà dire se la motivazione è manifestamente insussistente: in pratica, non lo sarà mai. Quindi il giudice dovrà aprire un’indagine, e in quel momento si cadrà automaticamente nel quarto comma dell’articolo 14: che dice che, se si apre un’indagine, questo significa la conferma automatica del licenziamento, e anche la eventuale condanna del datore di lavoro al pagamento di un indennizzo. Quindi, in poche parole: non ci sarà mai una manifesta insussistenza, e ogni volta il giudice dovrà per forza di cose – anche se onesto – aprire un procedimento, e se apre un procedimento il licenziamento verrà confermato, semmai con un indennizzo.

Ecco, poche chiacchiere: perché è questo che sta per accadere. E non ci sarà altra trippa per gatti, cioè per i milioni di lavoratori, che saranno sottoposti a una nuova disciplina – che è quella del padrone: che decide tutto, in base alla legge. Questo è il quadro: truffa, aggressione, tentativo di far pagare la crisi – tutta intera – ai lavoratori, in una forma o nell’altra. E intanto, però, lo spread risale, e la recessione aumenta. E quindi ci proporranno un’altra manovra. Cosa fare? Lenin aveva scritto che il governo dello Stato borghese non è altro che il comitato d’affari della borghesia; la borghesia non si sa più neppure cosa sia, ma certo il comitato d’affari è in azione. E ce l’abbiamo di fronte agli occhi: sta prendendo delle decisioni. Una volta si facevano dei patti sociali; adesso, siccome non c’è più il sindacato, si fanno dei diktat. Il governo è il comitato d’affari che prende le decisioni contro la grande maggioranza della gente.     

Non c’è che una cosa da fare: alzare il tono della protesta e cominciare a difendersi. Chi accetta questa aggressione sappia che ne dovrà subire molte altre, in serie. Poi: chi voterà Partito Democratico sappia che voterà per Berlusconi e per Monti. Facciamola finita con questa storia che Berlusconi è caduto; il Pd è pienamente, continuamente, sistematicamente alleato di Monti e di Berlusconi. Piantiamola lì col discorso della sinistra: questa non è più nessuna sinistra e nessuna opposizione. Lassù sono tutti d’accordo, per far pagare milioni di persone. L’alternativa è dunque una sola: buttarli giù dalla sedia, buttarli giù dal potere. Perché la legge siamo noi, e non loro. Il mio è un appello alla rivolta: ma alla rivolta legale. Diamoci una sveglia tutti: perché la legge siamo noi, e questa è l’alternativa.

Tratto da: megachip.info


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