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Si muore quando si e' soli

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di Salvatore Borsellino - 8 settembre 2010
Siamo rimasti smarriti e senza parole di fronte all’ennesimo cruento assassinio di un uomo, Angelo Vassallo, barbaramente ucciso solo perchè voleva onorare il suo mandato da sindaco, solo perchè amava Pollica e il suo mare e non avrebbe permesso a nessuno di sfregiarla, nemmeno ai camorristi da quattro soldi con i nomi da fumetto.
   

Questo omicidio  ha riportato alla memoria di ciascuno di noi quei momenti in cui noi stessi, congiunti di vittime di mafia, abbiamo appreso della morte per mano mafiosa dei nostri cari,  quando attraverso la televisione, il telefono o un ripetuto bussare alla porta  ci sono arrivate notizie di morte.

Ci lacera il cuore sentire le parole della moglie di Angelo Vassallo, che si augura che il marito non venga dimenticato e che il suo lavoro venga portato avanti da altri. Noi non abbiamo potuto salvare Vassallo, ma ora possiamo evitare che le sue battaglie vengano inghiottite dall’oblio.

Dopo   il primo momento di disorientamento e confusione, abbiamo deciso che è nostro dovere fare qualcosa di concreto per far si che il sacrificio di Vassallo  possa essere l’ultimo tributo di sangue di cui questa nazione sventurata ha bisogno. Angelo, il sindaco-pescatore, deve essere l’effige della nostra battaglia in Campania; un uomo che intendeva la lotta ai clan fatta anche di piccoli gesti, come multare anche per un mozzicone buttato a terra, e gesti enormi, come quello di affrontare a viso aperto gli spacciatori di droga intimandogli di andarsene altrove. Lo chiameremmo eroe se questo aggettivo non fosse stato lordato da due uomini collusi con la mafia per un loro amico-collega.

E’ per questo che oggi lanciamo un appello a tutto il popolo che in questi anni ci è stato vicino, che con noi ha condiviso il nostro dolore e la nostra rabbia. Al popolo dell’antimafia, alle associazioni, ai sindacati. Organizziamo insieme una grande manifestazione a Pollica, andiamo  a portare i nostri cuori e la nostra rabbia in quel paese per cui Vassallo ha dato la vita e che non lasceremo che cada nelle mani della camorra.

E’ il momento di dimostrare ad Angelo che il suo sangue ha abbeverato una pianta di vita che sta già dando i suoi frutti; da quel sangue nascerà la ribellione dei cittadini di Pollica, poi del salernitano e infine della Campania tutta.

Assai poco in fondo ci chiede Vassallo.

Salvatore Borsellino (fratello del giudice Paolo)
Benny Calasanzio Borsellino (nipote degli imprenditori Borsellino)
Sonia Alfano (figlia del giornalista Beppe)

Tratto da:
ilfattoquotidiano.it

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