Libera L'Acqua
Le iniziative della campagna delle associazioni del Cipsi
di Francesca Tecchia
L’acqua sta diventando un problema planetario. Un miliardo e 600 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile. Due miliardi e 600 milioni di persone non hanno servizi igienico-sanitari. Per questo le associazioni del Cipsi hanno lanciato la Campagna “Libera l’acqua”, per fermare il “silenzioso genocidio” che si perpetua quotidianamente tra le popolazioni prive di accesso all’acqua potabile. Una campagna di sensibilizzazione, di raccolta fondi per portare l’acqua a chi non ce l’ha. I piani di lavoro propongono interventi in aree povere, spesso caratterizzate da condizioni climatiche instabili e difficili situazioni socio-economiche: costruzione di cisterne e pozzi, potenziamento delle reti idriche nei villaggi e nelle scuole, attività di formazione rivolte alla popolazione locale sono i principali impegni assunti dalle associazioni per raggiungere l’obiettivo comune. Testimonial della campagna è il cantante Ron, che ha unito la sua voce a quella del Cipsi e delle Ong associate per promuovere e sostenere diritto all’acqua.
Abbiamo intervistato alcuni partner locali e responsabili delle associazioni che stanno realizzando queste attività, che hanno l’obiettivo di portare l’acqua con 14 iniziative in 13 paesi di Africa, Asia e America latina (liberalacqua.it).
ARGENTINA: SOS CONTAMINAZIONE DELLE ACQUE
Tra i progetti che rientrano nella Campagna Libera l’acqua, lo scavo di un pozzo previsto nella regione di Catamarca dove opera l’associazione Funima International Onlus.
Obiettivo principale del progetto è quello di garantire acqua potabile ai bambini che frequentano la mensa di La Alumbrera e agli abitanti che vivono nei villaggi limitrofi che convivono col problema dell’acqua contaminata, e di conseguenza soffrono di malattie dovute all’inquinamento quali infezioni gastroenteriche e alla pelle.
Il responsabile della mensa La Alumbrera della Funima: «Nel nuovo terreno ad Alto de Las Juntas a disposizione della Fondazione si edificherà una struttura adibita a mensa che si prevede sarà frequentata da circa 150 bambini, ma è assolutamente necessario lo scavo di un pozzo per l’estrazione di acqua potabile. La perforazione deve essere in un certo modo “speciale” poiché gli strati più superficiali di acqua sono contaminati a causa dell’attività di una società mineraria multinazionale che sta effettuando estrazioni con esplosioni a cielo aperto localizzate nei punti in cui si trovano le sorgenti dei fiumi e sfruttando le principali riserve d’acqua sotterranea.
Speciale perché a seguito delle perizie geologiche svolte lo scavo deve essere minimo di 100 m di profondità, affinché si ottenga acqua potabile sicura».
Funima International
ETIOPIA: DOPO LA SICCITA’
“Intendiamo continuare a sostenere le popolazioni che abitano nella Regione somala dell’Etiopia, in particolare nelle due Woredas (distretti) di Kelafo e Musthail”. Chi parla è Marina Bertini, vicepresidente del Ccm (Comitato Collaborazione Medica) e referente del progetto ‘Riabilitazione del sistema idrico tradizionale a favore della popolazione agropastorale nel Somali National Regional State’. Questa gente è stata colpita da una forte crisi dovuta a due anni consecutivi di siccità e dalle abbondanti piogge cadute recentemente. Ciò ha causato l’esondazione del fiume che attraversa l’area e la conseguente perdita dei raccolti, innalzando il tasso di mortalità e le migrazioni interne. Ci proponiamo di consentire l’incremento di produzione agricola attraverso l’ampliamento e la manutenzione dei canali irrigui; sostenere le economie familiari con la capillarizzazione dei canali d’irrigazione verso le singole abitazioni; ridurre il rischio di esondazioni del fiume Wabe Shebele innalzando gli argini e costruendo paratie; migliorare la mobilità della popolazione attraverso la manutenzione e il ripristino di strade e sentieri. Vorremmo soprattutto promuovere un cambiamento strutturale, tramite attività formative che aumentino le capacità tecniche della popolazione locale”.
BRASILE: CISTERNE PER L’ACQUA
Migliorare la qualità di vita dei piccoli produttori del semi-arido brasiliano promuovendo una gestione integrata e partecipativa delle risorse idriche è l’obiettivo che si propone il progetto del Cevi (Centro di Volontariato Internazionale) “Cisterne per l’acqua nelle comunità rurali”. Come afferma Valmir Macedo, direttore del Cav, Centro de Agricultura alternativa “Vicente Nica”, parter locale del progetto, “il Brasile detiene le più grandi riserve d’acqua dolce del mondo. Il deficit idrico di questo territorio è dovuto alla scarsità di fiumi perenni e all’elevato grado di evapotraspirazione. Nel semi-arido mineiro si stima che la quantità d’acqua disponibile sia diminuita del 60% negli ultimi 25 anni, a causa delle variazioni climatiche che hanno comportato una concentrazione delle piogge in un arco di tempo più breve rispetto ai decenni precedenti con conseguente prolungamento della stagione secca. Ha poi contribuito ad alterare il ciclo dell’acqua la presenza della monocoltura di eucalipto che, richiedendo quantità ingenti di questa risorsa, concorre a ridurre le riserve idriche del suolo. I nostri obiettivi sono dunque garantire l’accesso all’acqua potabile attraverso la diffusione di tecnologie economicamente accessibili e gestibili da parte degli abitanti delle zone rurali; diffondere sistemi agricoli e tecnologie adatti alle condizioni climatiche presenti; avviare un processo di empowerment delle donne riconoscendo il ruolo tradizionalmente svolto nella gestione dell’acqua e creare politiche pubbliche e partecipative sul tema. Il piano di lavoro messo a punto- continua Macero - prevede anche la realizzazione di interventi formativi atti a costruire cisterne per lo stoccaggio dell’acqua piovana”.
MOZAMBICO E PALESTINA: ACQUA NELLE SCUOLE
Le due iniziative sostenute dal Cesvitem (Centro Sviluppo Terzo Mondo) e dall’Isi (I Sant’Innocenti) mirano a migliorare le condizioni idriche nelle scuole e a sensibilizzare le nuove generazioni sull’importanza che l’acqua riveste nei propri territori. Il Cesvitem propone il “Potenziamento della scuola primaria completa di Carapira (Mozambico) e la realizzazione di un pozzo per garantire l’acqua all’intero complesso scolastico”. “Il Mozambico è tra i dieci paesi più poveri al mondo- spiega Adolfo Saquina, presidente di Watana, associazione locale partner nel progetto – e le risorse a disposizione per l’istruzione sono insufficienti a rispondere ai bisogni locali. Dal 2005 sono state abolite le tasse di iscrizione scolastica per il ciclo di insegnamento primario, allo scopo di incrementare i nuovi accessi e ridurre l’analfabetismo: questo ha però provocato il sovraffollamento delle scuole. In questi anni l’impegno di Cesvitem e Watana è stato favorire l’accesso all’istruzione, elemento indispensabile per ridurre la miseria e incentivare lo sviluppo socio-economico”. Nell’attuale scuola primaria statale di Carapira, situata in un villaggio del Nord del Mozambico, esistono servizi igienici precari, e non è disponibile acqua potabile. “Desideriamo - prosegue Saquina - costruire nuove strutture in muratura, 6 aule, un blocco amministrativo e 6 latrine; adeguare un immobile di 3 aule già esistente e scavare un pozzo per garantire acqua all’intero complesso scolastico”. Questo progetto è gia stato finanziato dalla Tasm di Milano.
“L’acqua nelle scuole” dell’associazione I Sant’Innocenti è incentrato sulla formazione e si rivolge - come sottolinea Francesco Riva, vice presidente dell’associazione e responsabile dell’iniziativa - “ai territori occupati palestinesi mirando a una presa di coscienza dell’importanza dell’acqua da parte delle giovani generazioni. Un comitato di esperti nel campo delle risorse idriche in Palestina produrrà una guida informativa sullo stato dell’acqua, nonché sull’utilizzo razionale di tale risorsa. Questa guida, destinata agli alunni di scuole medie e superiori della città di Hebron, verrà presentata in una conferenza alla quale saranno invitati i docenti. Infatti in un secondo momento gli insegnanti dedicheranno parti dei loro piani di studio allo stato e all’utilizzo delle risorse idriche per informare e sensibilizzare i giovani”.
UGANDA: ACQUA DOPO LA GUERRA CIVILE
Destinato alla popolazione dell’Uganda l’iniziativa di partenariato proposta da Sos Missionario, che prevede la realizzazione di due pozzi, la ristrutturazione di due scuole con la sistemazione di tetti, l’installazione di grondaie, cisterne e la realizzazione di latrine, l’allevamento delle mucche che prosegue da sei anni e attività di sensibilizzazione della popolazione. “Un’azione a tutto campo - spiega Goffredo Sengendo, referente per la Tda (Tweyanze Development Agency), partner locale del progetto- in un’area duramente colpita dalla guerra civile del 1980- 1986 che ha distrutto tutte le infrastrutture esistenti”.
Impegniamoci insieme perché il diritto all’acqua sia per tutti, in particolare per le popolazioni dei paesi impoveriti del Sud del mondo. Portiamo l’acqua a chi non ce l’ha, l’acqua è di tutti… Ognuno di noi, ma insieme, può riuscire a far esercitare oggi questo diritto fondamentale in tutto il pianeta.
PER SOSTENERE LA CAMPAGNA
- conto corrente bancario: IT 61 A050 1803 2000 000 0121 520 intestato al Cipsi Campagna Acqua presso Banca Etica, causale “Campagna LIBERA L’ACQUA”.
- bollettino postale sul n. 11133204, intestato a Cipsi, Via Bordighera, 6 - 20142 Milano, causale: Campagna Acqua.
www.cipsi.it














