A Palermo centinaia di giovani da tutta Italia...
...in attesa della verità sulle stragi di Stato
di Lorenzo Baldo
“…Non mi basterà questa vita ed anche l’altra per vivere la straordinaria emozione che sto provando in questo posto nel ricordo e nell’amore di Giovanni Falcone… Falcone ha condizionato in bene la mia vita… Ricordate sempre il suo rigore professionale, la dignità di affrontare qualsiasi situazione, l’onestà intellettuale… lottate per questo ragazzi… l’onestà intellettuale a qualsiasi prezzo e a qualsiasi costo…”.
Palermo, 23 maggio 2005, con queste parole il sostituto procuratore di Milano Ilda Boccassini ha parlato alle 3000 persone radunate sotto l’albero Falcone, con tutta l’emozione di chi ricorda un amico scomparso. Un messaggio che potrebbe racchiudere l’essenza di questo 13° anniversario della strage di Capaci. Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro, Vito Schifani, Rocco Di Cillo, vittime di una strage voluta non solo da Cosa Nostra e sulla quale sono molti gli interrogativi da sciogliere. Quest’anno la commemorazione organizzata dalla Fondazione Falcone presieduta da Maria Falcone, sorella del giudice assassinato, è iniziata domenica 22 maggio. La società Trenitalia (che ha collaborato con la Fond. Falcone e il gruppo alimentare Cremonini) ha messo a disposizione un convoglio speciale che è partito sabato 21 da Torino e ha fatto tappa in tutte le principali città italiane. In ogni stazione il treno è stato accolto da rappresentanti delle istituzioni e delle amministrazioni comunali. 600 studenti che sono arrivati da tutta Italia e che, insieme ai coetanei palermitani, hanno dato vita alla due giorni in memoria di Giovanni Falcone proprio all’Aula Bunker del carcere dell’Ucciardone, teatro del maxiprocesso alla mafia realizzato da Falcone insieme al pool antimafia guidato da Antonino Caponnetto. Nel cortile del carcere il “villaggio della legalità” con i manifesti e gli stand delle scuole partecipanti. Alle 9 del mattino di lunedì 23 maggio si potevano già vedere centinaia di studenti e insegnanti sotto un sole prematuramente estivo, tutti assiepati davanti ai cancelli chiusi dell’Ucciardone. Qualche decina di minuti di attesa e poi tutti dentro con la stessa emozione di ogni anno davanti a quelle gabbie vuote che hanno ospitato i peggiori criminali negli anni ’80 e che adesso recano appesi i manifesti antimafia. Titolo dell’incontro “Sicurezza, solidarietà, sviluppo – Un progetto per il Sud, un’opportunità per l’Italia”. Maria Falcone ha aperto il convegno ricordando che “il pallino di Giovanni era trasmettere le sue idee di giustizia ai giovani. Questo sogno diventa sempre più realtà. E solo attraverso il rinnovamento nella memoria di chi ci ha creduto, si può arrivare ad una civiltà che sconfigga la mafia. Adesso – ha concluso la Falcone – molto più di prima i ragazzi si avvicinano e si appassionano al tema della lotta a Cosa Nostra, pur non avendo vissuto, in molti casi, i momenti tragici delle stragi del 1992”. Dopo la lettura del telegramma del Presidente della Repubblica Ciampi, l’incontro è stato moderato da Giannicola Sinisi ex magistrato vicino a Falcone, ora deputato della Margherita (attualmente segretario generale della Fondazione Falcone, insieme a Liliana Ferraro anche lei presente al convegno). L’On. Sinisi ha introdotto gli interventi del presidente della Regione Campania Antonio Bassolino che ha definito lo stesso Falcone “un eroe del passato, del presente e del futuro” dichiarando che la mafia “non è soltanto figlia di povertà e miseria” e che “bisogna sapere distinguere''. Di seguito sono intervenuti Ettore Artioli, vice presidente per il Mezzogiorno di Confindustria, i presidenti delle Consulte provinciali degli studenti di Palermo, Vibovalenzia, Caltanissetta e il Procuratore di Palermo Piero Grasso. Secondo Grasso nella lotta a cosa nostra “il clima è cambiato… c’è il tono sommesso dell’organizzazione mafiosa che ha fatto calare il clima di tensione e di conseguenza il quadro legislativo”. Il procuratore ha sottolineato che non essendoci più l’emergenza registrata dopo le stragi del ’92 sono state fatte molte modifiche alle leggi antimafia che hanno indebolito la lotta a Cosa Nostra dovuta anche alla carenza di uomini e mezzi di contrasto. Prima di concludere Grasso ha ricordato il dramma della disoccupazione del Sud strettamente legata al radicamento di Cosa Nostra nel territorio. Successivamente c’è stata la premiazione del concorso “Un’idea per Falcone - Rappresentazioni, lavori, riflessione, desideri e speranze degli alunni e degli studenti delle scuole siciliane e italiane” che ha visto fra l’altro la proiezione del Dvd realizzato dagli studenti del IV e del V anno dell’ITI di Palermo intitolato “Io c’ero Giovanni…”. In palio un viaggio a Washington, all’accademia di Quantico dell’Fbi. E dopo la pausa pranzo tutti in fila per il corteo fino all’albero Falcone in via Notarbartolo, là dove abitava Giovanni Falcone. Un fiume di ragazzi si è riversato dietro un camioncino con musica a tutto volume. Le parole della canzone dei Modena City Ramblers “Cento Passi” scandite da ragazzini e da insegnanti, in prima fila Ilda Boccassini, Carla del Ponte, Liliana Ferraro, Maria Falcone. E poi ancora i pensieri, le frasi gridate a squarciagola o appena sussurrate dei ragazzini che prendevano il microfono per ricordare Falcone. Mescolati fra i ragazzi Giuseppe Lumia e qualche altro esponente dei DS, più in dietro anche il sindaco di Palermo Diego Cammarata, fischiato sonoramente al momento dei saluti. Dopo circa una mezzoretta, al suono di “Imagine” di John Lennon si è arrivati sotto l’albero Falcone, sistemato di fronte si trovava un grande palco per l’orchestra Aracoeli diretta dal maestro Nicola Piovani. Un ultimo appello di Maria Falcone “Palermo svegliati”, il messaggio di Ilda Boccassini, di Carla del Ponte, di Fernanda Contri e poi alle 17.58, l’ora della strage, l’immortale melodia del “silenzio”. Attimi nei quali ti rendi conto del vuoto che hanno lasciato certi uomini e della responsabilità che pesa su chi vuole continuare la strada che hanno tracciato. Prima della funzione religiosa che ha visto la presenza del Ministro dell’Interno Pisanu e del Capo della Polizia Gianni De Gennaro, la suite sinfonica ispirata alla colonna sonora di Kaos dei fratelli Taviani eseguita da Nicola Piovani e dalla sua orchestra di 39 elementi ha commosso tutti i presenti uniti poi in un lunghissimo applauso finale che ha concluso idealmente questo 13° anniversario.
Info www.fondazionefalcone.it www.antimafiaduemila.com www.iostoconfalcone.it
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Le parole di Giuseppe Lumia
“Oggi la strada ce la indicano i tanti ragazzi che sono venuti a Palermo da tutta Italia per ricordare Falcone ed a far vivere le sue idee per battere Cosa Nostra – parole del deputato DS, membro della commissione antimafia Giuseppe Lumia a margine delle manifestazioni per la strage di Capaci – di fronte però c’è un Governo Nazionale che sul monumento in ricordo della strage non ha voluto scrivere la parola mafia… la parola mafia fa ancora paura e non si può fare appello ad una unità di facciata per sconfiggerla ma servono comportamenti realmente coerenti”.
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L’assenza di Totò Cuffaro
Dopo le sue consuete partecipazioni negli anni passati al convegno della Fond. Falcone non è passata inosservata quest’anno l’assenza all’Aula Bunker del Governatore della Sicilia Totò Cuffaro. “Sarebbe stato quantomeno contraddittorio – ha commentato in una nota Alfredo Morvillo – chi è gravemente sospettato di vicinanza ad ambienti mafiosi, tanto da essere rinviato a giudizio per favoreggiamento aggravato, non può essere invitato a partecipare a un dibattito in ricordo di Giovanni Falcone”. Cuffaro ha fatto sapere che era a conoscenza della manifestazione ma che per motivi familiari non gli era stato possibile presenziare. Probabilmente se non avesse avuto troppi impegni il Governatore avrebbe anche lanciato un messaggio sulla legalità dallo scranno della giuria che normalmente osserva dal banco degli imputati.
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Il ricordo
di Alfredo Morvillo
In un’intervista che è stata riportata immediatamente da tutte le agenzie di stampa il procuratore aggiunto di Palermo Alfredo Morvillo, fratello della moglie di Giovanni Falcone, ha esternato tutta la sua amarezza. “La coscienza di questa terra non è cambiata – ha esordito Morvillo – il sacrificio di Giovanni Falcone e di tutte le altre vittime della mafia è stato vano. La politica non ha mai fatto la sua parte. Non si può continuare ad attendere le sentenze della magistratura. Chi ha rapporti anche non penalmente rilevanti con ambienti compromessi non può continuare a rappresentare il popolo. Diversamente non si può chiedere alla gente comune alcuna rivolta morale”. Un messaggio che lo stesso procuratore aggiunto di Palermo ha ripetuto qualche giorno dopo davanti le telecamere di SKY TG24: “… in buona sostanza non è cambiato nulla. La pressione della mafia è sempre presente, i problemi dell’estorsione sono noti a tutti, i problemi della presenza mafiosa negli appalti pure. (…) Questo contributo della politica che auspichiamo – ha concluso Morvillo – non arriverà mai per motivi ben precisi. Il primo perché questi rapporti con questi ambienti portano voti, tanti voti. Il secondo perché non è facile interrompere questi rapporti dopo che per tanto tempo se ne sono goduti i benefici”.
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Le altre manifestazioni
Come ogni anno oltre al convegno della Fondazione Falcone, nel resto della Sicilia ed in alcune regioni d’Italia si sono svolte numerose manifestazioni per ricordare il 23 maggio 1992. In Sicilia fra queste va ricordato l’incontro organizzato da Libera, rappresentata da Emanuele Villa a Bagheria (PA) dove si sono ritrovati Don Ciotti, Rita Borsellino, Maurizio de Lucia, Gioacchino Natoli, il sindaco di Bagheria Pino Fricano, Pippo Cipriani, e che è terminato proprio nel capannone della ICRE di Leonardo Greco dove venivano giustiziati i nemici di Cosa Nostra. Ci sono state manifestazioni anche a Marsala (TP), Castelvetrano (TP) e Sant’Agata di Militello (ME), concerti ed opere teatrali tutte incentrate sulla memoria e sull’impegno civile contro la mafia. Il Sap (sindacato autonomo di polizia) anche per quest’anno ha organizzato un “Memorial Day” e poi ancora alcune fiaccolate a Lentini (SR) insieme alle associazioni antiracket.
Info www.libera.it www.pernondimenticare.cc/
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La polemica a Capaci
Nei giorni precedenti l’anniversario dell’assassinio di Falcone, su Internet è circolato un invito al contro-corteo organizzato dal “Gruppo 23 Maggio” di Capaci (PA), una manifestazione organizzata in collaborazione con il “Movimento per Capaci”, “Punto Rete Lilliput” e con il “Comitato Addio Pizzo” da svolgersi proprio a Capaci (PA). Il corteo è partito lunedì 23 maggio alle 17.30 dal luogo della strage verso la piazza centrale del paese, volutamente al contrario come risposta alle tante “passerelle” che ogni anno si ripetono e che vedono la spudorata partecipazione degli esponenti politici di turno. Il giorno prima dell’anniversario gli organizzatori avevano affisso in città numerosi manifesti che riportavano frasi di Giovanni Falcone, M. L. King, P. Impastato, Padre Pugliesi, Danilo Dolci, J. F. Kennedy e Giovanni Paolo II, insieme ad alcuni manifestini contro il pizzo realizzati dal Comitato “Addio Pizzo” di Palermo. La reazione del sindaco di Capaci (PA) Vincenzo Longo (che regge un’amministrazione comunale di centrodestra) è stata quella di rimuovere immediatamente manifesti e adesivi perché ritenuti abusivi. Inutile la protesta del gruppo organizzatore che ha fatto notare come tutti gli altri manifesti abusivi fossero rimasti al loro posto tranne quelli relativi all’anniversario. Nonostante queste traversie il contro-corteo ha riscosso un grande successo fra i cittadini di Capaci (PA) ed è stato ripreso dal TG5 e dal TG2. Successivamente, domenica 29 maggio lo stesso gruppo ha organizzato una mostra fotografica “Capaci 1992-2005: senza memoria non c’è futuro” dove sono state raccolte le firme per sostenere la campagna “Contro il pizzo cambia i consumi”. Domenica 5 giugno il “Gruppo 23 Maggio” insieme a “Movimento per Capaci”, “Punto Rete Lilliput” e “I ragazzi di Capaci” ha organizzato un incontro-dibattito su tredici anni di lotta alla mafia dal titolo “1992-2005: senza memoria non c’è futuro” che ha visto la partecipazione di Giuseppe Lumia, Pina Maisano Grassi e del Comitato Addio Pizzo.
Info www.23maggio.cjb.net
ANTIMAFIADuemila N°45














